Ci troveremo il prossimo inverno in una situazione drammatica. Avremo l’arrivo dell’influenza e anche, forse, il ritorno del Covid-19“. Lo ha dichiarato Paolo Siani, deputato e medico pediatra, intervenuto al telegiornale di Tele Club Italia, commentando l’intenzione del presidente della Campania, Vincenzo De Luca, di estendere i vaccini agli anziani e anche ai bambini in vista dell’autunno e di una possibile seconda ondata epidemica. “Il discorso vaccino è molto delicato e va programmato subito. Ma soprattutto bisogna essere in grado con strutture territoriali di poterli fare questi vaccini e dare una risposta nei tempi giusti“, ha spiegato Siani, per il quale occorre arrivare a una copertura pari al 75%-80% della popolazione, soprattutto tra gli over 65. Un discorso a parte va fatto per i bambini: “Di recente abbiamo avuto un incontro noi pediatri con il governatore De Luca. Sicuramente i bambini a rischio, con malattie croniche e tumori, vanno vaccinati. Per gli altri, invece, va affrontato un discorso diverso: ci sono studi che dimostrano che i bambini si infettano poco. Sembrerebbe che le mucose nasali dei bimbi abbiano un numero esiguo di ricettori. Se questo fosse confermato, noi avremmo una certezza scientifica. E poi sarebbe di aiuto enorme per la riaperture delle scuole“.  

L’ultimo pensiero è stato rivolto al fratello Giancarlo, ucciso il 23 settembre 1985 da Ciro Cappuccio e Armando Del Core, i due killer che all’epoca erano poco più che ventenni. “Che le mafie mantenessero i loro familiari o i parenti degli affiliati in carcere era noto. Che fosse così lungo nel tempo, questo mi ha molto colpito“, dice il fratello del giornalista assassinato dalla camorra, che attraverso tre distinti clan ha sovvenzionato per tre decenni e mezzo i familiari dei due killer. “Sorprende che per 35 anni si riesce ad assicurare una pensione criminale. Se questo può essere considerato un premio per i due killer che non hanno detto tutto, questo non lo so. Quello che colpisce è che mentre le mafie riescono a sostenere le famiglie, lo stato non ci è riuscito. La domanda che mi faccio è: 35 anni fa loro erano dei bambini, come mai non hanno avuto la possibilità dallo Stato di deviare questo percorso di vita? E’ una domanda che dobbiamo porci tutti. La mafia non si sconfigge solo con gli arresti ma anche con la cultura“, ammonisce Siani.