Nazra – Palestina Short Film Festival ha annunciato  i vincitori nel corso delle giornata conclusiva del festival itinerante del cinema palestinese.  L’ultima parte del festival si è svolta a Napoli, la rassegna di cortometraggi palestinesi si è aperta il 27 settembre a Venezia ed ha toccato poi Firenze, Roma, Bologna, concludendosi a Napoli il 21 ottobre.

Il festival chiamato Nazra, che significa sguardo in palestinese, manifesta l’esigenza di portare testimonianza di realtà diverse all’attenzione di nuove generazioni, per usare il cinema come strumento didattico inclusivo e completo, per creare consapevolezza, e far discutere di cio  che accade nel mondo.

Vincitori della prima edizione del Festival:

Vincitore nella categoria “Miglior cortometraggio di un autore palestinese” Ave Maria, per la sua eccezionale capacità di trasfigurare temi come l’occupazione, il sospetto e il conflitto in una storia brillante tirata da umorismo. Allo stesso tempo, tutte le condizioni paradossali e assurde imposte agli abitanti dei territori occupati filtrano attraverso una storia così pazza.

Vincitore nella categoria “Miglior cortometraggio di un autore internazionale “One Minute” per la descrizione ammirevole della disperazione di una madre durante il bombardamento a Gaza del 2014, grazie alla potente scelta di un’oscurità claustrofobica accompagnata dal suono di voci, messaggi e bombe – forse l’unico modo per raccontare il lato umano delle cose che sono troppo orribile da mostrare.

Vincitore nella categoria “Miglior cortometraggio documentario da parte di un autore palestinese” Mate superb“, per la rappresentazione vivace dei ragazzi palestinesi impegnati in resistenza nonviolenta durante l’esecuzione dei loro esercizi di free running  a Gerusalemme. I sentimenti dei protagonisti sono narrati con maestri utilizzando semplici ma efficaci colpi accoppiati con una modifica affascinante.

Vincitore nella categoria “Miglior cortometraggio documentario di un autore internazionale “High Hopes” per la sua straordinaria capacità di esporre il rapporto tra propaganda e realtà, come rivelato dalla vergognosa evacuazione di un clan beduino durante i negoziati di Oslo. Il ritmo pressante del montaggio mette in evidenza in modo spietato la brutale contraddizione tra annunci di pace e comportamenti criminali dell’esercito israeliano.

Vincitore nella categoria “Migliore film sperimentale” Entr’acte, per aver raccontato in maniera schiacciante l’uccisione di un bambino da un cecchino, mescolando con l’incredibile animazione di efficacia e le citazioni cinematografiche. Il film connette la forza narrativa drammatica con un forte coinvolgimento emotivo e pietas, alternando in modo insolente la prevalente black-and-white con il flash di colore.

Sono stati, inoltre, presentati il “Premio oltre le mura”, scelto da una giuria costituita dalle Detenute della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli, e dalle insegnanti del corso di Istruzione per Adulti, che hanno scelto Oceans of Injustice:  Gli oceani dell’ingiustizia sono quelli in cui i palestinesi stanno affondando da decenni. In questo breve film, la memoria di innumerevoli abusi, dall’apartheid ai controlli, dagli attacchi militari alle demolizioni di abitazioni, trasforma la metafora nella visione più effettiva e potente di un popoli impotente che sta annegando nell’oceano di ingiustizia.

Il premio Giuria Giovani, la cui giuria é stata composta da studenti delle scuole secondarie di II grado degli istituti:

  • Liceo Umberto I
  • Istituto Tilgher di Ercolano
  • Istituto tecnico De Sanctis di Napoli
  • Liceo Classico Tito L.Caro di Napoli
  • Università degli studi di Napoli “L’Orientale”
  • ITC Mario Pagano

La scelta dei giovani giurati è stata per: The Pianist of Yarmuk  Il video in cui Aeham Ahmad stava suonando il pianoforte tra le rovine di Yarmouk – Il campo profughi palestinese in Siria distrutto dagli attentati del 2014 è diventato uno dei simboli più colpevoli della guerra civile siriana, allo stesso tempo un’accusa e un segno di speranza. Conosciuto come “pianista Yarmouk”, Acham, che ora ha 28 anni, è riuscito a fuggire dall’inferno e portare la sua musica al mondo. Questa è la sua storia.

Commovente la lettura del brano “L’amore vola” di Mofid Fares, fatta da Omar Suleiman.

I Promotori del festival sono state le organizzazioni Assopace Palestina, sotto la guida di Luisa Morgantini e Restiamo Umani con Vik, associazione nata nel 2011 dopo il rapimento e l’uccisione a Gaza di Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani. L’associazione è stata rappresentata da Franca Bastianello, che insieme a, Donne in Nero,  Ass Guanxi  e a Sabrina Innocenti, di Ecole Cinema, sono stati i coordinatori della tappa napoletana del festival.  L’associazione Ecole Cinema si propone di promuovere e diffondere la cinematografia in generale, con particolare riferimento alla cultura cine-documentaria come strumento didattico utile per la diffusione di una cultura inclusiva di pace e cooperazione tra i popoli.

La performance dell’evento è stata dei “Viaggiatori Urbani

Il film fuori concorso è stato: “Voglio o’sole” degli studenti del I.I.S.”A. Tilgher”

Sono interventi durante l’ultima serata: Il rappresentante dell’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli Roberta Gaeta, l’Avv.Roberto Giovene di Girasole, Ass. Ex alunni Liceo Umberto, cons. naz. forense Rapp. internazionale. Hamdi Elhroub, regista, Imma Grazioli, docente referente del progetto “Intercultura”, Istituto Tilgher di Ercolano, e Napoliflash24 per presentare il docufilm “Palestina Pace e Libertà” ed il nuovo progetto con l’Associazione sudafricana Shamsaan,The Walk united for Freedom“, per dimostrare solidarietà con i giovani palestinesi e portare consapevolezza della costante violazione dei diritti umani e civili perpetrata nei confronti del popolo palestinese.

Simona Caruso