Oggi in rappresentanza del sindaco Luigi De Magistris, alla presenza del Prefetto di Napoli, abbiamo voluto onorare la memoria di Luciana (Pacifici ndr). Ci siamo poi raccolti in un ricordo comune, deponendo un omaggio floreale, alle “Pietre d’inciampo”, che realizzammo un anno fa con dall’artista tedesco Gunther Deming, in piazza Bovio“. Si apre così nel capoluogo campano la Giornata Internazionale della Memoria, con le parole dell’assessore Alessandra Clemente, che da membro dell’istituzione cittadina, ha ricordato le vittime della Shoah prendendo a simbolo la storia di Luciana Pacifici, deceduta nel 1943 durante il viaggio verso Auschwitz a soli 8 mesi di vita, poco dopo essere nata. ”La Giornata della Memoria è per la città di Napoli un impegno per il nostro progetto di presente – ha continuato l’assessore Clemente – è memoria delle grandi ingiustizie del passato attraverso la quale bisogna impegnarsi affinché non accada più ad altri quello che è accaduto alla Comunità ebraica“.

Ma sono tante le iniziative che il Comune di Napoli ha messo in piedi per ridestare l’orrore dell’Olocausto e le deportazioni nei campi di concentramento. Tristemente nota alla memoria collettiva al pari della piccola Pacifici, la storia di Sergio De Simone: arrestato a Fiume nel 1937 e deportato ad Auschwitz il 4 aprile 1944, nel lager simbolo dell’immane tragedia trovò la morte dopo essere stato torturato per lungo tempo, a seguito di esperimenti medici. In via Morghen, nel quartiere Vomero, è stata apposta una pietra d’inciampo all’esterno della casa in cui abitava con la famiglia. Ad assistere alla celebrazione solenne il presidente della municipalità Paolo De Luca, Mario De Simone (fratello di Sergio), e l’assessora Eleonora De Majo, in passato al centro di una polemica con la Comunità ebraica di Napoli per la questione palestinese – “sionismo è nazismo“, disse a proposito della politica israeliana.

In tempo di Covid, con l’estrema necessità di contingentare la diffusione del virus e dunque di limitare gli assembramenti, Palazzo San Giacomo ha dato vita anche ad iniziative svoltesi online. Sulla pagina facebook dell’assessorato alla cultura, la “Maratona per la memoria”, con il coinvolgimento dei teatri cittadini, impegnati nel progetto (H)eart. “Il 27 gennaio – afferma l’assessora de Majo – è immancabile momento di esercizio della memoria collettiva che ci aiuta a essere cittadini consapevoli e difensori delle libertà civili e della democrazia“. Infine, alle 19, il regista e autore Roberto Giordano si soffermerà sulla pellicola “I bambini del Ghetto di Varsavia”: per l’occasione, ci saranno momenti teatrali supportati da testimonianze e da immagini documentarie.

Intanto, anche il Prefetto Marco Valentini ha partecipato in qualità di rappresentante del governo centrale alle celebrazioni, consegnando una medaglia d’onore alla memoria a 32 familiari di cittadini deportati e internati nei lager nazisti. Tra questi, il ministro dell’ambiente Sergio Costa, il cui padre morto 15 anni fa, fu deportato in Germania nel 1943, riuscendo poi a scappare dopo una serie di eventi nefasti solo nell’aprile del 1945. “Mio padre – ha raccontato Costa in ricordo del genitore Nicola – non parlava mai di quello che era successo, ma aveva redatto un diario che la mia famiglia custodisce gelosamente a casa. In quelle pagine sono raccontati questi quasi due anni di prigionia, le violenze, l’aggressività, la mancanza d’amore dei carcerieri. Ma anche la solidarietà tra chi era internato nei lager“.