Le difficoltà ed il nervosismo di Gattuso si rispecchiano nell’operato della sua squadra: l’Atalanta vince ed approda alla finale di Coppa Italia, per il Napoli ennesima sconfitta e addio al primo obiettivo stagionale. Gli orobici dopo un quarto d’ora sono già avanti di due reti: la sblocca il grande ex Duvan Zapata con un bolide dal limite poi lo stesso colombiano fa l’assist per l’inserimento vincente di Pessina. Non c’è nessuno squillo nella prima frazione mentre la ripresa vede i partenopei alla riscossa: segna il solito Lozano e sembra quasi che il pareggio sia nell’area… Ma è la serata di Matteo Pessina ancora puntuale su una sponda di Duvan: il centrocampista lombardo fa secchi due avversari e batte ancora Ospina per il 3-1 finale. Chissà se Gattuso siederà sabato per la sfida alla Juventus

OSPINA 6: una bella parata su un insidioso tiro di Pessina (e chi sennò?) e nessun miracolo. Proprio per essere pignoli gli possiamo imputare la solita tendenza a stare inchiodato in porta; il terzo gol potrebbe probabilmente essere evitato con un’uscita più tempestiva (il pezzo forte di Meret …).

DI LORENZO 5: quando Gosens spinge per Giovanni sono dolori ma anche nella fase offensiva il laterale azzurro è impacciato ed impreciso nei disimpegni. Sul gol del 3-1 è troppo leggero su Pessina che lo beffa.

RRAHMANI 6: paradossalmente è il migliore della retroguardia, quello più attento e quello che fa meno danni. E calcolando che sinora è stato assolutamente ignorato dal tecnico…

MAKSIMOVIC 3,5: colpevole sul primo gol atalantino quando concede a Duvan 10 metri per preparare il tiro. Anche nell’azione del raddoppio gioca alle belle statuine ed è costantemente in affanno. Sbaglia una clamorosa scelta di tempo nella ripresa che quasi concede campo libero ad Ilicic. Con il contratto in scadenza non è stato più all’altezza. Impresentabile!

HYSAJ 5: il teatrino con Maksimovic che ha concesso l’autostrada a Duvan per il tiro del vantaggio va fatto vedere alle scuole-calcio come esempio di non comportamento. Lui si impegna, ma vederlo ancora una volta a sinistra è un pugno fortissimo nello stomaco: inutile! Esce prima della fine del tempo per MARIO RUI 5 particolarmente in confusione ormai, non è sereno e lo si vede nei reiterati errori soprattutto al cospetto di Ilicic il quale lo terrorizza alla sola vista. Ci prova con un sinistro che dà la possibilità a Gollini di mettersi in mostra per i fotografi. Ma quanto sbaglia!

ELMAS 5: parte con un buon piglio ma è fuoco di paglia, il Napoli subito si abbassa e viene anche lui travolto dall’onda devastante atalantina. Galleggia in mezzo al campo senza mai avere la possibilità di un minimo squillo. Al suo posto POLITANO 6, il quale conferma di essere in forma smagliante. Regala vivacità, imprevedibilità ed una parvenza di pericolosità: ci prova al tiro in più di un’occasione ma senza fortuna. Ha gamba e fino all’ultimo tenta di ribaltare le sorti della qualificazione.

BAKAYOKO 5: magari si poteva essere anche più severi, ancora una volta delude per diversi aspetti. Si addormenta palla al piede sovente facendo andare in affanno il reparto arretrato, lento e fuori forma. Ma prima di uscire si rende protagonista di un bel filtrante per Lozano lungo di pochi millimetri e poi dell’inserimento con tiro respinto che porta alla rete del messicano. Al suo posto DEMME 5,5 il quale magari avrebbe meritato di partire titolare. Entra in un momento particolare con la squadra che dà la sensazione di arrivare al pareggio ma che inevitabilmente si sbilancia e concede il fianco ai bergamaschi. Splendido un inserimento alle spalle della difesa e conseguente assist per Osimhen ma Gollini è bravissimo ad opporsi. Troppo passivo nell’inserimento vincente di Pessina.

ZIELINSKI 4,5: uno con la sua classe ti deve trascinare nei momenti difficili invece il polacco come sempre fa scena muta. Assente ingiustificato nel primo tempo quando trova anche il tempo di litigare con il pallone in una possibile azione pericolosa. Nel secondo tempo nel nuovo assetto si abbassa ma in una posizione delicata rischia di concedere per ingenuità il gol agli avversari. Al suo posto LOBOTKA 6, niente di trascendentale ma prezioso nel recupero di qualche pallone e comunque nel vivo del gioco con una discreta pulizia dello stesso. Non sarà un fulmine di guerra o un calciatore fenomenale ma è incomprensibile il fatto di vederlo sempre relegato in panchina malinconicamente.

INSIGNE 5: lui divide sempre la critica, soprattutto tra i tifosi partenopei. In effetti le sue conclusioni continuano ad essere troppo imprecise per un calciatore del suo calibro, ma se si vuole vedere un Lorenzo più incisivo sarebbe ora di ritagliargli un ruolo che non lo sfianchi in maniera assurda. Riceve l’ordine di entrare nel campo e non giocare sulla linea esterna di fascia ma la squadra non sa cosa fare e lui va in crisi; nel secondo tempo Gattuso lo libera per il campo e spesso lo si vede andare a prendere palla da Ospina o dai difensori centrali. Il simbolo del caos che regna in casa-Napoli!

OSIMHEN 6: qualcuno si lamenterà per le troppe scene quando chiede continuamente i falli ma anche se non è ancora al top della condizione per certi tratti lascia intravedere l’enorme potenziale di cui dispone. Bravo nel posizionarsi a difesa del pallone, spina nel fianco sulla profondità, ha una sola occasione per incidere ma il suo tocco di sinistro su imbeccata di Demme esalta i riflessi di uno strepitoso Gollini. Al suo posto PETAGNA S.V.

LOZANO 7: il merito di segnare un gol che riaccende le speranze azzurre, sì, ma il messicano è tanto altro. Mette subito in difficoltà Palomino che viene ammonito dopo pochi minuti e per quasi l’intero arco del match è l’unica speranza per i suoi: difende palla, la nasconde agli avversari e tenta di illuminare la scena non trovando la dovuta collaborazione dei compagni. Una scheggia impazzita. Spettacolare!

GATTUSO 4: come i giorni che forse lo separano dall’addio al Napoli, probabilmente al di là del risultato della sfida contro la Juventus di campionato. Non è sereno e sbaglia tanto così come di conseguenza la sua squadra: il nervosismo eccessivo ha definitivamente rotto il giocattolo che comunque dopo quasi un anno e mezzo di lavoro encomiabile e volenteroso, fatto con tutto il cuore, non ha mai dato l’idea di essere funzionale. A conti fatti la squadra non ha gioco né tantomeno idee, è lineare, prevedibile e non ha avuto alternative valide per sopperire alle assenze. Stasera Hysaj a sinistra ancora una volta ha determinato in maniera negativa così come insistere su un Bakayoko in pessima forma per un Demme invece al momento difficilmente sostituibile. Insigne non sa più dove giocare e che pesci prendere mentre Lobotka che inizialmente è stato lodato dallo stesso tecnico è stato praticamente escluso dal progetto come colpevolmente il kosovaro Rrahmani. Troppe sconfitte, troppa negatività, troppa mediocrità, un obiettivo già andato in fumo ed un campionato compromesso. Senza dubbio non si è creata la giusta alchimia con il gruppo, è evidente. Al capolinea!