Castellammare di Stabia. Via Savorito: panico per un cavo che si stacca dal contestatissimo traliccio della Terna. Sfiorata la tragedia!

Castellammare. “Salute, sicurezza, incolumità degli abitanti del parco Sant’Agostino, quanto valgono? I costi che la Terna dovrebbe sostenere per rimuovere il traliccio di via Savorito, sono equiparabili alla vita umana“. La consigliera regionale della Campania e componente  Commissione Affari istituzionali, on Flora Beneduce, stigmatizza quella che ieri sera avrebbe potuto essere una tragedia: un cavo elettrico si è staccato da uno dei punti di congiunzione del contestatissimo traliccio, sprigionando fiamme, oltre a provocare boato spaventoso.

A febbraio la  7′ Commissione Ambiente ha convocato i tecnici responsabili della gestione dell’impianto, i rappresentanti istituzionali del Comune di Castellammare e gli Enti regionali di controlloMa, “a sorpresa”,  gli abitanti del posto, direttamente interessati, non si sono presentati al Centro Direzionale. Ciononostante, l’on Flora Beneduce, consapevole del pericolo incombente sulla salute dei residenti, ha avviato le procedure per inviare l’incartamento alla commissioni Trasparenza, per verificare la sussistenza degli elementi per interessare la Procura, visto che non c’è più tempo per aspettare l’intervento della Terna e le dilazioni del Comune di Castellammare.

Questa la vicenda: quella del traliccio è una questione che per troppo tempo è stata trascurata dalle istituzioni. Nel 2001, i residenti della zona scrivono all’Enel, denunciando i rischi di inquinamento e i danni per la salute dovuti al campo elettromagnetico generato dall’elettrodo che si trova in prossimità del Parco. La società risponde che gli impianti sono progettati e realizzati nel rispetto delle leggi e delle normative vigenti e che sono ampiamente rispettati i limiti dei valori di campo elettromagnetico previsto dal decreto del Presidente Consiglio dei Ministri dell’aprile 1992, al tempo in vigore. 

I condomini non si arrendono e scrivono nuovamente all’Enel, che fornisce la stessa risposta, annunciando però, che nei programmi di sviluppo delle reti di distribuzione primaria è prevista la graduale eliminazione del livello di tensione a 60 kW, per cui la linea in questione sarà smantellata nel medio/lungo termine. Per accelerare il processo, gli abitanti del parco Sant’Agostino, che avevano già informato in più occasioni l’amministrazione comunale, fanno pressing su Salvatore Vozza, sindaco di allora.

Nel estate 2006 viene firmato un protocollo d’intesa tra Amministrazione comunale e Enel per lo spostamento del traliccio situato davanti agli edifici della Cooperativa. Invece, a distanza di mesi, la procedura per lo spostamento dei cavi non viene avviata. Solo nel settembre 2007, si raggiunge un impegno economico da parte del Comune di Castellammare di Stabia, che si è assume l’onere di versare 30mila euro all’Enel “non appena sarà esecutiva la determina dirigenziale del settore lavori pubblici per lo spostamento del traliccio”, come recita il documento d’intesa. Nulla di fatto fino al 2009, anno in cui il traliccio diventa di proprietà della Terna S.p.A., a quel punto i condomini del Parco Sant’Agostino decidono di alzare nuovamente la voce. A luglio, il sindaco di Castellammare di Stabia scrive all’Asl Na3 Sud, all’Arpac, al comitato della cooperativa Sant’Agostino e al dirigente del IX settore, convocando un incontro a palazzo Farnese: solo un’altra illusione.

Dall’incontro a Palazzo Farnese passano altri cinque anni, fino agli eventi citati dello scorso autunno. 

Teresa Lucianelli