Reinterpretando un famoso proverbio orientale, si potrebbe dire che quello che il mondo chiama “settembre”, il docente chiama “inizio della scuola”.

E, mai, come per quest’anno, il nuovo anno scolastico si prepara davvero ad essere “nuovo”.

Ce lo ha ricordato, ancora una volta, il sito ufficiale del MIUR, con la pubblicazione, avvenuta lo scorso 7 agosto, delle Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata (DDI), attesissime, a partire dalla fine di giugno, soprattutto dai Dirigenti Scolastici e dai docenti con funzioni strumentali, insegnanti spesso incaricati dei delicatissimi quanto fondamentali lavori di organizzazione per il nuovo anno scolastico.

Adesso che le Linee Guida per la DDI sono state inviate alle scuole, tutti a rimboccarsi le maniche per l’elaborazione di un adeguato Piano scolastico per la didattica digitale integrata che, però, come specifica il MIUR, “dovrà essere adottato nelle secondarie di secondo grado anche in previsione della possibile adozione, a settembre, della didattica digitale in modalità integrata con quella in presenza”. Per la redazione di tale documento, le scuole che vanno dall’infanzia alla secondaria di primo grado restano in stand by: solo nel caso di nuova sospensione delle attività didattiche si richiederà loro l’elaborazione di tale documento.

Ben lungi dall’essere una misura provvisoria, “il Piano scolastico per la didattica digitale integrata dovrà essere allegato al Piano triennale per l’offerta formativa di ciascuna scuola”, come afferma chiaramente il MIUR. Il PTOF, la carta di identità della scuola, verrà, quindi, completato da un documento concepito e generato in seno all’emergenza COVID-19. Un segno eclatante, questo, della potenza con cui le manifestazioni del quotidiano possano arrivare a modificare le strutture profonde della scuola.

Quali, quindi, le principali ipotesi per lo svolgimento dell’anno scolastico?

In un contesto di DDI complementare (valido solo per la scuola secondaria di secondo grado), gli alunni partecipanti alla didattica a distanza dovranno seguire lo stesso orario scolastico dei propri compagni coinvolti nelle attività di didattica in presenza.

Nel caso, invece, di una DDI generalizzata, con nuova totale sospensione delle lezioni in presenza, si ritornerà alle lezioni in modalità sincrona per tutti gli alunni, con un orario minimo garantito di “almeno 10 ore settimanali per le classi prime della primaria, almeno 15 per le scuole del primo ciclo (primarie, tranne le classi prime, e secondarie di primo grado), almeno 20 per il secondo grado”, come si legge nel documento pubblicato dal MIUR.

In ogni caso, dai documenti ministeriali emerge l’assoluta urgenza di alfabetizzare, a livello tecnologico, la comunità scolastica. Ciò significherà, prima di tutto, accertarsi che docenti e alunni possano disporre dei mezzi necessari per gestire la DDI, e, contemporaneamente, che gli attori della comunità scolastica possano essere adeguatamente formati sui temi del digitale.

Speriamo davvero che il prossimo anno scolastico possa essere di buon auspicio per tutti.

Che il Coronavirus smetta di opprimere il petto dei malati, per iniziare a soffiare un vento carico di nuovo ossigeno vitale.

Anche sulla didattica.