Sergianni Caracciolo: il dandy medievale amato dalla regina Giovanna

Sicuramente tra le chiese artisticamente più interessanti di Napoli, c’è quella di San Giovanni a Carbonara che bene attesta il passaggio dalle forme gotiche a quelle rinascimentali. Al suo interno, attraverso una piccola inferriata posta ai piedi del maestoso mausoleo del re Ladislao Durazzo, si accede alla famosa Cappella Caracciolo del Sole.
La Cappella ospita il sepolcro del nobile Sergianni Caracciolo che la regina Giovanna volle nominare gran siniscalco, uomo di fiducia il cui compito principale era quello di vigilare che nelle pietanze non ci fosse veleno.
Egli entrò giovanissimo a far parte della corte durazzesca, apparteneva a un’ illustre famiglia napoletana, fu conte di Avellino e duca di Venosa ma, soprattutto, fu amante della regina Giovanna, dalla quale fu molto amato.


Egli, in effetti, era un uomo di estrema bellezza la cui vita ci è stata raccontata dal nipote Tristano Caracciolo, il quale lo descrive bello, aitante, di gran fascino e personalità, dai modi gentili, una sorta di dandy in quanto curava molto il suo abbigliamento, talvolta bizzarro.
Sergianni Caracciolo, inoltre, era un abile politico e condottiero; amato anche dal popolo di cui si accattivava il favore distribuendo monete al suo passaggio. Egli si era unito in matrimonio con Caterina Filangieri e viveva in un sontuoso palazzo in via Tribunali, non molto lontano, quindi, da Castel Capuano, residenza della regina Giovanna.
La sua ambizione e il suo enorme potere gli procurarono molti nemici: la notte del 18 Agosto del 1432, all’età di sessant’anni, fu ucciso con un inganno. Dopo il matrimonio del figlio, celebrato a Castel Capuano, Sergianni rimase li a dormire; durante la notte venne svegliato da coloro che avevano preparato la congiura, i quali trovarono la scusa che la regina stesse male e servisse il suo aiuto. Egli non ebbe neanche il tempo di vestirsi che fu pugnalato alle spalle e, nudo,cadde in una pozza di sangue.
Colui che tanto aveva curato la forma perì nei peggiori dei modi…


IL ritratto di Sergianni Caracciolo è oggi perfettamente visibile negli affreschi che decorano la sua Cappella privata, affreschi realizzati a metà ‘400 da Leonardo da Besozzo, ultimo grande esponente di una cultura tardo-gotica.
Nella Scena sacra della Natività di Maria, mondanizzata in chiave profana, con architetture e abiti medievali secondo il gusto figurativo dell’epoca, egli appare più volte ed è facilmente riconoscibile in quanto estremamente elegante, ben vestito con i suoi eccentrici e inseparabili copricapi.

Annamaria Pucino