“Questo film è il mio atto d’amore per Mimì”

Il biopic

Io sono Mia, al cinema per tre giorni nel mese di Gennaio e martedì 12 Febbraio in TV, nella prima serata di Rai 1, è il film, diretto da Riccardo Donna, che ci fa conoscere i momenti più significativi della vita di Domenica Rita Adriana Bertè detta Mimì. La vita di Mia Martini, icona della musica italiana degli anni settanta, si è interrotta troppo presto, nel Maggio del 1995, ma, come capita a tutti gli artisti, Mimì continua a vivere, e ancor di più grazie all’intensità evocativa dell’interpretazione di Serena Rossi, la quale mi regala una parentesi telefonica tra i suoi mille impegni, e così ci immergiamo in una chiacchierata di intimità.

Le radici

Alla mia prima domanda, “Raccontami qualcosa dell’anima di Serena”, rimane forse un po’ spiazzata ma poi mi dice subito: “Sono una giovane donna napoletana che vive a Roma ma che sente forti le sue radici: la mia città natale è la mia famiglia, il mio posto del cuore. E sono queste radici che sto cercando di trasmettere a mio figlio Diego, che ha due anni, insieme a tutti i valori che mi hanno cresciuta, affinché possa sentire profondo anche lui il legame con la città della mamma”.

“Avevo 16 anni: sono stata fortunata a trovare subito il mio cammino, rispetto ai ragazzi d’oggi.”

Nella Napoli della sua infanzia e giovinezza, nella sua famiglia salda e artistica, Serena ha respirato musica e canto da sempre e, mi spiega, “ho iniziato a cantare per gioco, in casa, mentre studiavo. Poi ho cominciato con un gruppo, per delle serate, ma non pensavo di farne una professione. Ho capito che fosse la mia vocazione quando ho lavorato nel mio primo spettacolo teatrale, “Scugnizzi”, nel 2002 e da lì, tante altre possibilità, una dietro l’altra, in poco tempo… allora ho realizzato che forse quella potesse essere davvero la mia strada: fare della mia grande passione, il mio lavoro”.

L’alternativa allo spettacolo

Attrice in teatro, al cinema, in TV, cantante, doppiatrice, presentatrice… ma chissà in quale avventura le piacerebbe cimentarsi, completamente alternativa al mondo dello spettacolo. “Ho sempre detto che se non avessi fatto l’attrice, mi sarebbe piaciuto fare la chef” – e ride di una risata bella, schietta – “aprire un ristorante, perché anche cucinare è un atto d’amore”.

L’incontro con Mimì

Quando era ragazza, ascoltava Mia Martini perché i suoi l’hanno sempre indirizzata verso la  buona musica. Ma non ha mai cantato pubblicamente le sue canzoni, perché pensava che fossero troppo difficili. “Era un’artista che apprezzavo e ammiravo ma da lontano.” Quando poi le è stato proposto questo film, si è messa in gioco: “Ho studiato tantissimo con una coach di canto, con una coach di recitazione e in questo modo ho scoperto anche la donna, e non solo l’artista. Ho letto biografie, ho visto miliardi di interviste, ho conosciuto persone a lei care che mi hanno raccontato cose molto intime e private e quindi mi si è aperto un mondo, quello di una donna meravigliosa. Ed è da lì che è partita la mia trasformazione”.

Una grande responsabilità

Ho visto il film il 14 Gennaio, il primo dei tre giorni di programmazione nei cinema, e non ho potuto, né voluto, trattenere le lacrime: era impossibile. Ho immediatamente immaginato quanto fosse stata potente, per lei, quella esperienza. “Un coinvolgimento emotivo enorme e inevitabile, perché quando vai a toccare un personaggio realmente esistito, che è nella memoria e nel cuore di tantissimi, lo devi fare con amore, con pudore e con rispetto. Io l’ho fatto, e ho cercato di farlo fare anche a tutti coloro che hanno lavorato con me, sul set, trasmettendo loro una partecipazione sincera, quello che si può definire un vero e proprio atto d’amore. Infatti non ho voluto imitarla, ma evocarla, per amore. Il mio intento, e quindi la mia più grande responsabilità, è stata quella di restituirla a chi l’ha amata e di farla scoprire a chi non l’ha conosciuta: una grande artista, una donna integra, con una infinita dignità e un immenso amore per la sua professione. Anche con un carattere tosto, ingiustamente e assurdamente ostacolata da chi la obbligò a preferire di ritirarsi in silenzio per tanti anni.”

“Mimì è sempre stata elegante, nel suo fare, non ha mai cavalcato le voci che la volevano iettatrice: ha preferito far parlare la musica, al suo posto. Dunque, un esempio di integrità e di grande amore e rispetto per se stessa. Il titolo del film significa proprio questo: Io sono Mia, decido io cosa fare della mia vita!”

La commozione di tutti

“La prima sensazione di avercela fatta a superare questo durissimo banco di prova? L’ho avuta quando eravamo a Sanremo e giravamo la scena di Anche tu nell’universo. Cantavo su quel palco e allo stop mi sono girata: ho trovato tutti in lacrime perché a ciascuno dei presenti era sembrato di vedere lei. E poi quando è venuta sul set la sua migliore amica, Alba Calìa, mentre cantavo Piccolo uomo: anche lei, in lacrime, mi si è avvicinata e ha detto “Tu sei un regalo di Mimì… Lei è qui”. E ancora, l’incontro con la sorella Loredana, che ho conosciuto alla conferenza stampa di presentazione del film: mi ha abbracciato e mi ha rivolto parole meravigliose. Insomma, sono felice per tutte le volte che mi hanno detto Ho rivisto lei in te.”

A Sanremo

Per questa magnifica interpretazione, lunedì 4 Febbraio, presso la Sala Isma del Senato della Repubblica, Serena Rossi riceverà il PremioAssotutelaper le Eccellenze Italiane, per la categoria Cinema e Televisione, e poi sarà ospite di Baglioni al Teatro Ariston, in occasione della sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo, dove canterà Mia, a trent’anni dalla sua partecipazione alla kermesse canora… “già non dormo!”

Un’artista molto amata

Trovo che Serena abbia tutto dalla sua: capacità, bellezza, simpatia, semplicità, determinazione, dedizione, e che si diverta sempre molto nel suo lavoro, ed è per questo mix, che è felicemente seguita da moltissimi. “Il pubblico legge tutto di un artista, non gli si può nascondere nulla. Se vede che affronti con serietà questo mestiere, ma senza prenderti troppo sul serio, che lo fai con entusiasmo e soprattutto con un’onestà direi intellettuale, con sincerità, ecco, questo viene premiato. Il pubblico vede l’Amore che io ci metto, e questo viene apprezzato!”

L’augurio a Diego

Non mi sento di sottrarle altro tempo prezioso e così inizio a salutarla con mille in bocca al lupo, ma non riesco a trattenermi da un’ultima domanda alla donna, alla mamma Serena Rossi. E così le chiedo: “Cosa auguri a tuo figlio Diego ogni giorno?”. Lei mi risponde: “Eh… mi fai piangere, aiuto… Gli auguro di essere sempre così com’è: un entusiasta della vita, un comunicatore, una persona che ama condividere le cose belle che ha, che per ora sono cose piccole ma grandi allo stesso tempo. Gli auguro di avere un incanto nello sguardo, sempre…”.

Luciana Pennino