Da Parigi a Napoli, un percorso alla scoperta del grande pittore napoletano

Sentendo pronunciare il nome ‘Luca Giordano’ ai napoletani viene per lo più in mente la famosa strada dello shopping vomerese, dimenticando che il famoso pittore napoletano possono incontrarlo non solo nella citata via ma, molto più concretamente, nelle chiese e nei musei partenopei che hanno la fortuna di essere arricchiti e abbelliti dalle sue splendide opere. Ma per seguire l’artista nel suo percorso di vita e arte, e comprendere, così, le innumerevoli sfumature delle sue opere, dall’8 ottobre si può visitare la mostra Luca Giordano. Dalla natura alla pittura allestita al Museo di Capodimonte. L’esposizione si compone di oltre novanta opere, molte delle quali provenienti da pinacoteche internazionali e, quindi, rappresenta un’occasione unica per ammirare ciò che è custodito ed esposto lontano dalla nostra città. Tra esse ci sono opere provenienti da musei celebri come il Prado e il Louvre di Parigi dove, al Petit Palais, tra il 2019 e il 2020 si è tenuta l’esposizione Luca Giordano. Le triomphe de la peinture napolitaine, di cui questa mostra è l’ideale seguito. L’artista, che per la sua rapidità di esecuzione fu soprannominato Luca Fapresto (sembra che tale nomignolo gli fu dato quando in soli due giorni dipinse le tele della crociera nella chiesa di Santa Maria del Pianto a Napoli), è senz’altro il maggiore pittore napoletano del ‘600, apprezzato già in vita anche all’estero, dove ricercava sempre nuove ispirazioni. I curatori dell’esibizione, Stefano Causa e Patrizia Piscitello, affermano: “Giordano reinventa il barocco romano in una versione aggressiva e come scatenata: Rubens, Cortona e Bernini stanno sempre alle spalle. Ma si capisce che per saltar meglio ha preso la rincorsa lunga scegliendosi, tra i maestri, Tiziano e Veronese”. Partito come apprendista nella bottega di Jusepe de Ribera, Luca Giordano viaggia molto alla ricerca di nuove scoperte artistiche. A Roma ammira le opere di Michelangelo e Raffaello, in Lombardia quelle del Correggio e del Veronese, ma è a Venezia che viene invitato dal marchese Agostino Fonseca, che gli commissiona diversi quadri. Nella città lagunare il Giordano ottiene diversi incarichi e la sua pittura viene influenzata dai vedutisti veneziani. Successivamente l’artista torna a Napoli, dove lavora alla chiesa di San Gregorio Armeno, ma le sue tele vengono acquistate da collezionisti fiamminghi, spagnoli e fiorentini. Ed è a Firenze che Giordano si reca e ottiene numerose commissioni e incarichi importanti che lo renderanno famoso in tutta Europa. Poco dopo, infatti, viene chiamato alla corte spagnola dal re Carlo II, quindi si reca a Madrid, dove lavora al Palazzo reale di Madrid e al Palazzo reale di Aranjuez. Tornato a Napoli nel 1702, ormai anziano, avendo numerose commissioni, nella sua bottega si potevano vedere molti suoi collaboratori lavorare ai ritmi cui il maestro li aveva abituati. Morì nel 1705 e fu sepolto nella chiesa di Santa Brigida a Napoli, dove si trova ancora oggi. Il percorso dell’esposizione, che attraversa i vari periodi di Luca Giordano, si conclude con una installazione multimediale dov’è possibile ammirare gli affreschi che il Maestro ha realizzato nelle chiese napoletane. Delle candele votive poste al centro, invitano i visitatori a interagire con l’ambiente in cui, di volta in volta, scorreranno gli scenari dei vari affreschi, dando l’impressione di una passeggiata tra le chiese napoletane. La mostra sarà visibile fino al 10 gennaio 2021, ma non va dimenticato che al Museo di Capodimonte è ancora aperta l’altra esposizione facente parte del progetto con il Petit Palais di Parigi: Gemito. Dalla scultura al disegno che vi abbiamo descritto in questo articolo https://www.napoliflash24.it/e-gemito-torna-a-napoli/. Il Museo di Capodimonte è aperto dalle 10.00 alle 18.00 tutti i giorni escluso il mercoledì, il biglietto intero ha un costo di 10 euro, mentre i giovani da 18 a 25 anni pagano solo 2 euro; gratuito l’ingresso per i possessori di Artecard e per i minori di 18 anni.