Ogni fine settimana, a partire da settembre, nella chiesa settecentesca che sovrasta la piazzetta San Vincenzo, si esibisce una compagnia diversa per il Nuovo Teatro Sanità. Gestito da un gruppo di under trenta sotto la supervisione di professionisti dell’ambito teatrale, capitanati dal direttore artistico Mario Gelardi, è un esperimento sociale voluto anche da padre Antonio Loffredo. Dal 2013 ha portato sul palco professionisti, esibitisi talvolta anche senza compenso. Fine ultimo è dare nuova linfa alle energie dell’anima migliore di Napoli. I suoi giovani come le tante storie di riscatto che qui più che altrove fanno pulsare di vita la città. Due nomi su tutti, Toni Servillo e Roberto Saviano.

Questo fine settimana è la volta di Ave. Sotto la regia di Eduardo Di Pietro, Alessandro Errico, alias Cesare, parrucchiere di un paesino campano, sconvolge la vita delle sue clienti e dei concittadini con un sogno inquietante che oscilla tra immaginazione e ambiguità. Come un flusso di energie dalle polarità opposte, le volontà delle persone coinvolte di incontrano e scontrano, creando nuova vita, mentre Cesare si interroga sulle scelte che hanno colorato la sua vita, per certi versi già tracciata dalle logiche di chi resta nei luoghi natii senza esplorare l’ignoto.

Affiancato in questo viaggio introspettivo da una psicologa in crisi col marito, una catechista in cerca di marito e un’assessore presa da eventi da organizzare e personalità da contattare, Cesare si chiede cosa significhi il “gesto“, laddove un sogno sia solo un sogno. Sarà la dottoressa a dargli una spiegazione. Se l’inconscio parla attraverso il sogno, allora il gesto è liberazione dalle inquietudini.

Simpatiche e grintose le donne di questo spettacolo, Martina Di Leva, Giulia Esposito, Cecilia Lupoli e Monica Palomby. Il ritmo veloce che le tre clienti portano sulla scena con il loro movimento e le storie scanzonate, sono controbilanciate dall’introspezione e dal silenzio di Titta, moglie di Cesare, sua unica spalla.

Il rosa antico invade la scena evidenziando i simboli di una storia di ordinaria follia paesana. Una storia che vuol indagare l’animo umano, simile al pozzo di quel paese, dove riconoscimenti e dolori si intrecciano fino ad annegare nel ricordo pur di lasciare spazio ad un domani che di certo ha la speranza di chi ricomincia dal bello che la vita gli ha donato.

Prossimi appuntamenti:

5, 6, 7 aprile PROVE (REWIND) prodzione Indila-Italia

12, 13, 14 aprile MONOLOGO CON VALIGIA

4, 5 maggio DI UN ULISSE, DI UNA PARTENOPE produzione Mutamenti/Teatro Civico 14

10, 11, 12 maggio LE SPOSE produzione Professione Teatro e NTS’

http://www.nuovoteatrosanita.it/stagione/2018-2019/