Settimane intense per Lucia Fortini, assessore all’istruzione della Regione Campania, chiamata a definire il ritorno in presenza di tutti i gradi scolastici. La strategia è dettata: “rientro lento e progressivo, ma che poi non causi delle interruzioni“. Una cosa è certa, quarta e quinta elementare lunedì ritorneranno in classe; le medie dovranno attendere il 25 gennaio.

Ad imporre tali tempi, il Tar, che ha accolto il ricorso dei genitori contro le precedenti ordinanze di De Luca. Il decreto obbliga dunque i vertici campani ad adeguarsi: “a breve sarà emanata un’ordinanza che riassumerà l’insieme delle decisioni relative all’attività scolasticasi legge in una nota – coerenti con quanto stabilito. Sarà consentito ai sindaci e alle autorità sanitarie locali di assumere decisioni connesse ai contesti locali“.

Nonostante il Tribunale amministrativo abbia di fatto smentito – o quantomeno messo in dubbio – la presunta correlazione tra aumento dei contagi e ritorno in classe, così come più volte sostenuto dalla Regione, Fortini ribadisce “la strategia utilizzata in questi mesi. L’Unità di Crisi regionale ha espresso posizioni estremamente rigide, anche il ritorno della terza classe della primaria è stato un risultato faticoso da raggiungere“.

Allo stesso modo, andrà chiarita al più presto un’affermazione di Vincenzo De Luca – “escludiamo il ritorno in presenza per il 25 gennaio, non abbiamo scritto nulla nell’ordinanza ma è chiaro che non potranno tornare in classe per quella data. Preme di più il ritorno per i ragazzi delle secondarie di secondo grado per i laboratori, sono quelli che soffrono di più la Dad” – alla luce del decreto del Tar che impedisce alla Regione di reiterare misure volte a chiusure generalizzate oltre il suddetto giorno. Dunque la situazione più critica, resta quella delle scuole superiori, per le quali “si deciderà, come previsto nell’ordinanza regionale, dopo il 23 gennaio alla luce delle verifiche dell’Unità di Crisi” ancora De Luca.