Se il governo di Roma ha annunciato che gli studenti italiani ritorneranno ufficialmente il 7 gennaio tra i banchi di scuola, le Regioni vanno in ordine sparso come da pronostico. Poche ore fa il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha firmato l’ordinanza n.1, relativa a nuove disposizioni concernenti l’attività didattica sul territorio regionale. In estrema sintesi, la riapertura dei cancelli avverrà dall’11 gennaio in poi, gradualmente: infanzia e prime due classi della primaria, avranno la precedenza; dal 18 terza, quarta e quinta elementare; mentre scuole medie e superiori potranno abbandonare la dad solo dal 25 del mese in corso..

Schematicamente, l’ordinanza prevede:

  • la sospensione dal 7 al 24 gennaio dell’attività didattica in presenza per le scuole secondarie di primo e secondo grado
  • la sospensione dell’attività didattica in presenza dal 7 al 17 gennaio per le classi della primaria diverse dalla prima e dalla seconda
  • nei giorni 7, 8, 9 restano sospese le attività in presenza dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia, della prima e seconda classe della primaria e delle pluriclassi della primaria che comprendono la prima e/o la seconda

Intanto non si placano le polemiche a Napoli dopo le decisioni della Campania di rimandare ancora una volta il ritorno a scuola. Comitati “NoDad” di genitori, insegnanti e studenti sono scesi in piazza ieri per reagire subito al “comunicato stampa di De Luca – spiegano in una nota gli attivisti di Usciamo dagli schermi – l’ennesimo attacco al diritto all’istruzione, senza giustificazione motivata o evidente, rispetto alle decisioni prese a fine dicembre sulle prime classi delle scuole elementari. La Campania è l’unica regione italiana in cui le scuole sono chiuse da metà ottobre. Dal 4 marzo la scuola in Campania è stata aperta solo 10 giorni a ridosso delle elezioni regionali. La scuola è un diritto fondamentale e bambin* e ragazz* campani sono ad oggi, cittadini di serie B“.