Il Tar della Campania smonta la didattica a distanza, e ferma il governatore De Luca: pochi minuti fa è stata apposta la firma del presidente Maria Abruzzese sul decreto che accoglie il ricorso di genitori e del gruppo Pillole di Ottimismo – pagina scientifica che ha fornito dati e stime sulla diffusione del virus in ambito scolastico – per il ritorno in classe degli studenti campani: seppur con tempi e modi diversi, elementari e medie dovranno riaprire i cancelli.

Pertanto, da lunedì, la sospensione delle ordinanze regionali è “da intendersi auto-esecutiva quanto alle classi della scuola elementare, che sono allo stato già aperte sia pure per un numero più limitato di studenti e che non richiedono misure ulteriori ai fini della riapertura totale”.

Per quanto riguarda invece le scuole medie, pur “essendo necessarie attività propedeutiche alla materiale riapertura” che sono di competenza dei dirigenti scolastici, la Regione è chiamata ad “impartire ogni disposizione necessaria o opportuna per consentire la riapertura delle scuole medie entro il 25 gennaio 2021“. In altri termini, i tempi della riapertura potrebbero essere più lunghi rispetto alle elementari, tuttavia – e questo è il nodo giuridico dirimente – dopo il 24 del mese in corso palazzo Santa Lucia non potrà più emanare ordinanze che impongano la dad.

Ciononostante, il Tar non dimentica la diffusione del Covid sul territorio regionale, e ben conscio dei rischi che tuttora si corrono, specifica che misure restrittive in materia scolastica potranno essere prese in considerazione dagli organi competenti, ma solo per singoli casi – un focolaio all’interno di un istituto ad esempio: “l’eventuale ulteriore dilazione, purché di ragionevole e certa durata, potrebbe essere presa in considerazione solo quale misura determinata da specifiche e peculiari difficoltà operative locali, ma non potrebbe comunque essere giustificata come misura generalizzata su tutto il territorio regionale“.

Il decreto per noi favorevole – scrive su facebook Clementina Sasso, fisica e membro di Pillole di ottimismo – è straordinario non solo perché ci dà ragione ma anche perché riprende in pieno argomenti da noi proposti nelle relazioni inviate. Volevamo difendere il diritto all’istruzione e alla salute e ci siamo riusciti! Siamo davvero soddisfatti che il Tar ci abbia ascoltato“. A dar manforte alle argomentazioni proposte dalla pagina scientifica, uno stralcio del decreto, il quale evidenzia che “il contagio si sviluppa anche quando le scuole sono chiuse (appunto, durante le vacanze natalizie)“. Ciò, si legge, “fa sorgere il legittimo dubbio sull’effettiva idoneità della misura restrittiva dell’attività scolastica in presenza ai fini della riduzione del contagio“.