Di pari passo al collasso sociale e sanitario, in una Napoli in zona rossa come tutta la Campania, si registra una preoccupante crisi di rapporto tra i vari livelli istituzionali, incentrata su un preciso asse: l’irrisolvibile dicotomia che separa Luigi De Magistris e Vincenzo De Luca. Da giorni ormai si susseguono appelli schietti a loro indirizzati per il ripristino di una collaborazione che prescinda dal colore politico e si focalizzi sulla contingenza ottenebrata dal Covid; solo venerdì, nella direttissima da Palazzo Santa Lucia, De Luca aveva definito l’ex pm un “tronista“, per le tante ospitate televisive delle ultime settimane.

L’ultimo invito temporale a bandire l’astio è arrivato dal deputato Pd Paolo Siani e dal senatore Sandro Ruotolo (gruppo misto ma di fatto in area dem), che in una nota a quattro mani mettono da parte il decoro istituzionale ed entrano a gamba tesa sui due bisticcioni, beccati troppo spesso ad “insultarsi pubblicamente a vicenda mentre la situazione sanitaria andava fuori controllo e le tensioni sociali rischiano drammaticamente di esplodere“. Ma il vero j’accuse politico è sul ritardo nel prendere provvedimenti, con Speranza che ha deciso per la zona rossa, quando maggiori restrizioni “potevano essere prese dal presidente della Regione e dal sindaco di Napoli” continuano i due parlamentari, che ottengono pieno sostegno dal segretario provinciale campano Pd Marco Sarracino, “sono sempre stati interlocutori fondamentali in questa situazione drammatica. La nostra comunità è al loro fianco“.

La tirata d’orecchi però non è piaciuta affatto in casa De Magistris, e nemmeno in casa di Ruotolo a dire il vero. Alessandra Clemente, nipote dell’ex giornalista e delfino del sindaco, sancisce su facebook una rottura quasi insanabile con lo zio e tutta l’area politica che dietro di lui vive. “Trovo assurdo e totalmente fuori luogo – dice – continuare su questo racconto falso e dannoso che si fa di una “bagarre” in realtà unilaterale, con toni accesi e insulti gravissimi che il Sindaco ha solo subito e mai sollevato nei confronti di nessuno“. E lungi dall’essere una mera stigmatizzazione di carattere contingente, le parole del candidato sindaco eletto da De Magistris potrebbero essere ulteriore indizio di una palese divergenza in ottica comunali 2021. Una divergenza cominciata forse prima del tempo, nel giorno stesso in cui Ruotolo venne presentato e sostenuto per le suppletive del Senato come vero e proprio metodo che unisse a sinistra, piuttosto che separare. Una dialettica che però non ha saputo fare i conti con l’immenso spazio politico di proprietà deluchiana, che ha di fatto piantato il seme della discordia tra De Magistris e Ruotolo stesso, con la candidatura della Clemente a farne le spese.