A Casal di Principe, prima del match di Eccellenza tra Albanova e Afragolese, ci sono stati momenti di alta tensione e scontri gravissimi tra le opposte tifoserie.

Sono sconosciuti i motivi degli scontri dato che non c’era mai stato astio tra le due tifoserie. Il match, infatti, non era stato segnalato come a rischio scontri, per cui è stato necessario chiedere e attendere i rinforzi. Diverse le camionette in assetto antisommossa poi intervenute. Il tutto è durato poco più di 10 minuti.  

Il direttore della squadra di casa Pannone, di circa 80 anni, è finito in ospedale con un femore rotto a causa del fuggi fuggi generale. Un tifoso, invece, è stato accoltellato ad una mano.

«Oggi abbiamo toccato il fondo. La partita non l’ho nemmeno vista – così il presidente dell’Albanova, Giuseppe Zippo – non mi interessava. Mi sono sentito tradito dai miei tifosi, quindi la mia avventura all’Albanova finisce qui. Non posso andare avanti. Anzi, chiedo espressamente di non accostare più il mio nome a quello dell’Albanova. Manterrò tutti gli impegni assunti sino a fine stagione, ma non voglio più saperne nulla. Io ed i miei soci viviamo il calcio come divertimento e scene di guerriglia urbana come quelle di oggi non hanno nulla a che vedere col nostro modo di intendere il calcio. Non posso accettare che il direttore Pannone, un uomo di 80 anni, un uomo di calcio, debba finire in ospedale col femore rotto. L’ho raccolto io da terra. Non lo accetto. Per quanto mi riguarda, oggi avrei volentieri ritirato la squadra dal campionato. Non l’ho fatto per gli impegni assunti verso lega e tesserati. Ma il mio nome e la mia persona non possono essere accostati ad episodi del genere. Oggi poteva scapparci il morto».

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