Negli scorsi mesi si sono registrati nuovi sciami sismici nella zona del Vesuvio. Diverse sono le scosse registrate dall’Osservatorio vesuviano  tutte con magnitudo piuttosto modesta (la più alta è stata di 1.3). Il fenomeno – che i vulcanologi sottolineano come parte della normale attività del Vesuvio – si sta verificando con una certa frequenza. In questo caso.  Soltanto ad aprile furono 94 le scosse registrate, mentre nel mese successivo circa 80. Il fenomeno più intenso è avvenuto lo scorso 22 maggio, uno sciame da 80 scosse con la più intensa di 2.3 gradi Richter.

Tuttavia, se in un prossimo futuro dovesse esserci un’eruzione, non potremmo garantire la salvezza della popolazione”. Sottolinea in un’intervista  Giuseppe Mastrolorenzo,  ricercatore e vulcanologo dell’Osservatorio vesuviano di fama internazionale. “Per poter affrontare un’emergenza ci vorrebbe un piano di emergenza e dei piani di evacuazione. Al momento, esiste solo una bozza di piano di emergenza e non c’è traccia di piani di evacuazione”.  Spiega lo studioso – Anche se gli ultimi fenomeni sismici del vesuviano e dell’area flegrea rientrano nella normale attività di un territorio vulcanico come quello del Vesuvio e dei campi Flegrei.

Mastrolorenzo continua dicendo che l’attività vulcanica di questi territori deve essere costantemente monitorata in quanto non è prevedibile.  E’ possibile ipotizzare cosa possa succedere in un’eruzione, ma non si possono avere sicurezze, la verità è che un’eruzione pliniana del Vesuvio sarebbe una catastrofe a livelli biblici, per questo è importante avere dei piani di evacuazione ben definita.