Scenari pagani” si allunga con un epilogo fuori programma, con uno spettacolo di denuncia e riflessioni sul bullismo: “Ti aspetto fuori” di Casa Babylon Teatro, in programma venerdì 13 aprile 2018 alle ore 20.30 al Teatro del Centro Sociale di Pagani (SA). Ancora una volta si sceglie un tema sociale, stavolta il bullismo dopo aver parlato delle questioni di genere con lo spin-off dell’anno scorso, per quel teatro che, come ripete spesso Napoli ” interessa, diverte ma che ti fa anche agitare sulla sedia, a riflettere, e ti fa uscire dalla sala con qualcosa in più di quando sei entrato”. 

Ti aspetto fuori”, spettacolo della compagnia residente di Casa Babylon, si articola attorno alle tematiche del bullismo e del cyberbullismo ed è interpretato senza trucchi scenotecnici, con una lingua e un modo gestuale aspro e «vero», senza concessioni alla dizione e alle buone convenzioni teatrali. Ti aspetto fuori rende testimonianza di un dramma che riguarda tutti, i nostri ragazzi, la famiglia, la scuola.

Racconta un giorno di scuola, di una classe di giovani e scatenati ragazzi, la più ‘disperata’ di un malandato istituto di periferia, la più dimenticata della città. I ragazzi sono ingovernabili, teppisti, distruttivi, annoiati. I docenti danno il loro peggio sia dal punto di vista lavorativo che personale.

Le cose peggiorano ulteriormente quando a scuola arriva Rosario, un pluribocciato arrogante, che fa del motto “io me ne frego” uno stile di vita. La personalità da bullo ha una fortissima influenza su Beauty Case, la trendy fashion blogger della classe. Fa leva sulla sua difficoltà a stare dentro le regole scolastiche, a riconoscere il limite come uno strumento anche positivo. La classe è schiacciata da una catena di arroganze, sopraffazioni, di minacce, estorsioni di contanti, accompagnate da violenza gratuita, da umiliazioni pubblicate in rete. Il tutto sotto gli occhi dell’ennesimo professore/nemico, indifeso e inadeguato, e nell’ aspettativa prima bellicosa e antagonistica, poi via via più ansiosa e, quasi attesa del successivo in una girandola di professori sostituti che quei ragazzi ‘molto vivaci’ hanno distrutto o sconfitto.

Da qui, e per oltre un’ora, il palcoscenico diventa proiezione della realtà, di quella crisi che arriva in fase adolescenziale, quando, nel diventare grandi, le regole vanno sempre più strette e la scuola è un peso, e studiare o non studiare in fondo è lo stesso.

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