Mentre è sfumato il sogno di libertà per Raffaele Cutolo, capo della Nuova Camorra Organizzata che resterà quindi recluso in regime di 41-bis, ci sono altre scarcerazioni che in queste ore fanno discutere e indignare. In particolare quelle di Vincenzo Lucio, affiliato dei Birra, di Mario Ascione, boss e figlio del padrino Raffaele ‘o luongo e Gennaro Dantese, fratello di Natale, quest’ultimo ritenuto figura apicale del clan Ascione-Papale.

A Ercolano, città poco più di 52mila abitanti in provincia di Napoli, il ritorno a casa di questi malavitosi, grazie alle leggi anti-contagio, ha suscitato preoccupazione. Per questo il sindaco Ciro Buonajuto, e il presidente della Fai Antiracket Pasquale Del Prete, si sono rivolti con una lettera al Prefetto di Napoli, Marco Valentini, per manifestare il loro disappunto in seguito alla scarcerazione dei tre esponenti della criminalità. «Le chiediamo di mettere in atto tutto quanto in suo potere per evitare che queste scarcerazioni possano creare le condizioni per una recrudescenza di reati sul nostro territorio. Favorire la ricostituzione delle cosche locali, dopo tanti anni di dolore, lavoro e sacrifici, sarebbe un peccato imperdonabile. Siamo preoccupati per la recente scarcerazione di diversi elementi di spicco della criminalità organizzata appartenenti a cosche malavitose che per lungo tempo hanno profondamente influenzato ogni aspetto sociale e civile della vita cittadina» hanno scritto Buonajuto e Del Preterivolgendosi a Valentini.

«Certamente non sta a noi giudicare il provvedimento attraverso il quale si e’ proceduto alla scarcerazione di questi elementi – scrivono Buonajuto e Del Prete – ma le manifestiamo la preoccupazione, nostra e di tutta la comunità, per gli effetti che questa disposizione potrebbe comportare sulla vita dei cittadini del nostro territorio, già duramente provata dall’emergenza sanitaria tuttora in corso».