In in giacca e cravatta, come per le grandi occasioni che si rispettino, Maurizio Sarri si è presentato questa mattina nella prestigiosa sala Gianni e Umberto Agnelli per spiegare ad un parterre d’eccezione la nuova “filosofia di gioco”. In platea i nomi che contano in casa bianconera: in prima fila il presidente Andrea Agnelli e il vicepresidente Pavel Nedved, davanti ai riflettori Maurizio Sarri e Fabio Paratici, accompagnati dal responsabile comunicazione Claudio Albanese.
Si è prestato a tutte le domande, anche a quelle più scomode, che riguardano la sua ex squadra, il Napoli: la squadra che ho sempre tifato fin da piccolo”, ha spiegato e poi ancora “Se i napoletani mi applaudiranno, sarà per amore; se mi fischieranno, sarà per amore”. E vien da chiedersi chissà cosa penseranno i partenopei.
Ma intanto un pensiero, Aurelio De Laurentiis, produttore del film e presidente del Napoli, se lo è fatto: “La differenza tra Sarri e Ancelotti? Il primo, neo allenatore Juve, è un uomo da stadio, da curva, uno che piace ai tifosi; Ancelotti è invece un’aziendalista. Sara’ ancora più bello vedere quando Ancelotti batterà la Juve sul campo – ha commentato proprio ieri sera da un set cinematografico in Puglia -”.
Per l’ex allenatore azzurro però è il momento di godersi il suo nuovo incarico e proiettare la squadra a grandi successi: “La Juve è il coronamento di una lunga carriera che è stata difficilissima nell’80% del percorso. E’ la società più importante d’Italia”. Per il tecnico è tempo di concentrare tutte le sue energie sulla squadra, con la quale ha firmato un contrato triennale: “La nostra scelta è stata da subito questa, ma quando sono in ballo grandi società e un allenatore sotto contratto, è necessario rispettare i tempi – ha spiegato Fabio Paratici -. Ringrazio il Chelsea e Marina Granovskaia, uno dei migliori dirigenti del nostro calcio”.