Ottaviano, cittadina adagiata alle pendici del monte Somma che la separa fisicamente dal’gigante’ Vesuvio, è per la sua vicinanza e per la storia antica e moderna del paese, ad esso comunque legata.
Gli anziani ricordano bene l’ultima eruzione del Vesuvio, e raccontano della pioggia di cenere e lapilli che tante case fece crollare, e tante famiglie costrette alla fuga verso la piana tra S.Gennaro e Nola.
Anche il culto di San Michele Arcangelo è legato alla vicinanza del Vesuvio: la leggenda narra che proprio San Michele abbia fermato l’inesorabile colata di lava ed abbia intimato ai paesani di ricostruire le case distrutte a sud della Chiesa Madre, da allora a lui dedicata.
In realtà anche in altre occasioni (come periodi di forte carestia, pandemie ed anche durante le guerre mondiali) il Santo avrebbe steso il suo mantello protettivo sul paese ed i suoi abitanti che mai hanno smesso la loro forte fede nella sua spada salvatrice.
Oggi la Chiesa di San Michele sovrasta il paese: il corpo principale fu costruito tra la fine del sec. XVI e l’inizio del sec. XVII, su una preesistente cappella consacrata a San Giacomo, precedente patrono della cittadina, e comprese l’antichissimo nucleo di una cripta che, fino al 1779, fu uno dei cimiteri degli Ottajanesi.
L’impianto su tre navate, con l’altare maggiore su base rialzata, è rimasto sostanzialmente integro e la cupola, costruita dopo l’eruzione del 1906, è il completamento di un edificio vasto e solenne che presentava sicuramente un tetto ligneo. La facciata su cui si apre l’ingresso è decentrata rispetto al punto di accesso della piazza.

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IL CULTO DI SAN MICHELE
Il culto di San Michele ha inizio nel XVI secolo. Le statue del Santo che, in tempi diversi, sono uscite in processione per la città, sono ben due: una è quella del “Piccolo”, collocata in una cappella della navata sinistra; l’altra è quella di San Michele “il Grande”, cesellata in legno di ciliegio e che presenta le caratteristiche di una scultura del tardo Cinquecento. La sua doratura fu portata a termine nel 1664, poi restaurata successivamente al sisma del 1980.
In tempi più remoti, questa statua era portata in processione il 29 settembre (giorno dedicato ai tre Arcangeli, ma successivamente i festeggiamenti in onore del Santo furono spostati il giorno 8 maggio, presunta data dell’apparizione del Santo agli ottavianesi.
La statua del “Piccolo”, smaltata di azzurro, fu donata alla Chiesa da Luigi de’ Medici, membro della famiglia proprietaria dell’antico Palazzo posto a nord della Chiesa di San Michele.
I festeggiamenti per il Santo Patrono di Ottaviano si svolgono nell’arco di tre giorni. La mattina dell’8 maggio il Santo è portato in processione per il paese, facendo sosta in quattro piazze per la celebrazione del Volo degli Angeli: la cerimonia, per la quale due bambini vestiti da angeli, con elmo, scudo e spada del Santo sono issati con delle corde, invoca la protezione di San Michele sull’intero paese e celebra le sue gesta in favore degli ottavianesi.
L’intero percorso del Santo è accompagnato da una nutrita folla di fedeli e di confratelli delle varie parrocchie e, in tutti i quartieri, è preceduto e salutato da un “concerto” di fuochi pirotecnici che si conclude solo nel tardo pomeriggio, quando il Santo rientra nella Chiesa Madre.
Durante i due giorni successivi, i festeggiamenti proseguono con spettacoli di musica classica e contemporanea e si concludono con uno spettacolo serale di fuochi d’artificio, attirando numerosi visitatori dai paesi circostanti.

di Carlo Fedele