San Gennaro ha fatto il miracolo, il sangue si è sciolto, San Gennaro è con noi“. L’annuncio laico è stato dato da Luigi De Magistris, primo cittadino, nonché Presidente della Deputazione del Tesoro di San Gennaro, a margine della cerimonia che dalle 19.00 è stata trasmessa in diretta streaming su Tv2000. L’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, ha celebrato da solo la messa che ricorda la traslazione delle Reliquie dell’Agro Marciano, luogo nei pressi di Pozzuoli dove è avvenuto il martirio del santo, alle Catacombe che avrebbero poi preso il suo nome. Ovviamente, le misure di distanziamento hanno impedito che, nel pomeriggio del sabato che precede la prima domenica di maggio, si tenesse la tradizionale “processione degli infrascati” che, dal Duomo giunge alla Basilica di Santa Chiara. Ma, come detto, non ha impedito che il miracolo avvenisse e fosse accolto con “somma gioia” dal cardinale Sepe sin dall’apertura della Teca che custodisce l’ampolla, all’inizio della celebrazione religiosa. Comincia, così, una “liturgia essenziale e austera, ma non per questo meno intensa e toccante“, come dice l’arcivescovo nell’omelia, aperta dall’emergenza sanitaria, che ha stravolto la comunità partenopea. “San Gennaro è l’anima vera di Napoli che trova sempre la forza di sperare, di lottare, di vincere” grazie ai suoi volontari, definiti i “santi della porta accanto“, e alle iniziative caritatevoli come quella del panaro, simbolo pagano dell’insegnamento cristiano testimoniato da san Luigi Moscati: chi può metta, chi non può prenda“. Ringrazia il personale sanitario per l’abnegazione con cui sta affrontando l’emergenza, prima di lanciare un appello in difesa della parte più fragile, che nel bisogno può cedere al “nefasto potere” della camorra, che nella tragedia “affina le sue capacità di contagiare, peggio di un virus, la compagine civile“. Il cardinale si rivolge, poi, direttamente alle istituzioni e ai cittadini: “Muoviamoci! Intervenite subito, perché la malavita è più rapida della nostra burocrazia! La camorra non aspetta! Bisogna fare più in fretta di loro. Liberiamoci dal virus, ma sta a noi napoletani liberarci  anche dal virus della camorra!“. E, conclude affermando il diritto alla speranza, da intendersi come “categoria politica“, finalizzata a “ricostruire in sicurezza la nostra convivenza sociale con l’operosità fattiva e responsabile di tutti noi“. Dopo l’eucarestia, a sorpresa il cardinale Sepe è uscito dalla cattedrale e ha benedetto la città con l’ampolla, che, infine, è stata riposta nella cassaforte collocata alle spalle dell’altare della Cappella del Tesoro.