E’ stato un pomeriggio caldo, e non solo dal punto di vista meteorologico, quello vissuto ieri a Mondragone, nel casertano, durante la visita di Matteo Salvini. All’arrivo dell’ex vicepremier i residenti hanno inscenato una protesta con un furgone dato alle fiamme e striscioni recanti slogan anti lega, mentre circa 200 agenti erano dispiegati in tutta la zona per sedare i presenti.

Clima di fortissima tensione, dunque, con un massiccio intervento da parte delle forze dell’ordine con i manifestanti che hanno contestato Salvini al grido di “sciacallo” e “Lavaci col fuoco”, uno di loro ha poi lanciato dell’acqua, gesto commentato con ironia: “Bene, ho anche caldo“, ha replicato il leader leghista.

Nonostante i tentativi di prendere la parola, qualificando i contestatori come “qualche balordo dei centri sociali“, il senatore leghista ad un certo punto ha desistito e, scortato da un cordone di agenti di polizia, ha deciso di andarsene anche se ha annunicato che intende tornare presto a Mondragone. “Centri sociali al servizio della camorra. Il braccio armato della sinistra che preferisce abusivi e camorra ai cittadini perbene. Qui a Mondragone il problema è la camorra e la malavita, mi dispiace che centri sociali preferiscano la delinquenza alla legalità“, ha poi dichiarato ai giornalisti Matteo Salvini. “Ci hanno tagliato i fili dell’elettricità, ma se pensano di farci paura con due uova hanno sbagliato persona tanti cittadini e immigrati perbene ci chiedono di essere qui“. E’ stato annullato anche il secondo appuntamento della visita di Matteo Salvini a Mondragone, previsto al lido Kuursal. Ad aspettarlo c’erano l’ex sindaco Giovanni Schiappa, il consigliere regionale Gianpiero Zinzi e l’europarlamentare Valentino Grant, che ha parlato di “attentato alla democrazia” in relazione alle contestazioni al leader della Lega.

Ma già prima dell’arrivo di Salvini si sono registrati scontri e tensioni, con circa 300 manifestanti anti lega, arrivati in corteo davanti i Palazzi Cirio, dove risiede la comunità bulgara in quarantena per i casi di contagio Covid 19, che hanno provato a forzare il cordone di sicurezza disposto dalle forze dell’ordine, che hanno risposto con una manovra di alleggerimento, respingendoli.

Preferisco non commentare“, ha dichiarato Virgilio Pacifico, sindaco della cittadina casertana all’Agi che ha poi aggiunto: “Avremmo voluto gestire con maggiore tranquillità questa situazione, non ammettiamo strumentalizzazioni di nessuna natura sulla nostra città. Mondragone ha già tanti problemi, non vorremmo che diventi il pretesto di uno scontro politico che nulla a che vedere con gli interessi dei mondragonesi“. 

Intanto l’Unità di Crisi della Regione Campania fa sapere che prosegue lo screening nel Comune di Mondragone e zone limitrofe. Al momento sono emersi altri 23 casi, comprensivi di tutti i collegamenti ricostruiti, scaturiti dai tamponi effettuati nelle aree circostanti l’ex Cirio.