Si chiama Salvatore, è affetto da sindrome di down e ha nove anni, cinque dei quali li ha vissuti nel reparto di Ematologia e Oncologia pediatrica del Policlinico “Luigi Vanvitelli” di Napoli che ha lasciato prima di Ferragosto, alla volta dell’ospedale “Bambin Gesù”. Qui si sottoporrà alla terapia cellulare e al trapianto di midollo osseo, resi oggi possibili da una lunga e dolorosa preparazione fatta di chemioterapie e ricoveri. E’ tutto riuscito al meglio grazie alla forza di vivere del piccolo oltre che alla bravura e all’umanità dell’equipe medica diretta dal professor Silverio Perrotta. Qualche giorno fa, il medico aveva commentato così il nuovo ricovero del giovanissimo paziente: “Il trasferimento a Roma, per sottoporre Salvatore alla terapia cellulare e trapianto, è un traguardo importante sinonimo di gioco di squadra. Siamo felici per il piccolo e per i suoi genitori che attendevano questo giorno“.

A ciascuno dei dottori che hanno reso possibile sperare nel trapianto va il ringraziamento della famiglia del piccolo Salvatore, che attraverso i suoi genitori ha scritto una lettera in testimonianza del bene che la buona sanità fa, anche se troppo spesso ciò accade nel silenzio. Vogliamo pubblicare la missiva per unirci al ringraziamento verso il personale sanitario, che talvolta, anche in piena emergenza sanitaria causata dal nuovo Coronavirus, subisce violenze, documentate da associazioni come “Nessuno tocchi Ippocrate“. La pubblichiamo anche per arrivare a Salvatore, che con la sua lotta, fatta di sacrificio e dolore, ci insegna che la vita merita ogni battaglia degna di essere combattuta in suo onore.

Forza Salvatore!

Siamo i genitori del piccolo Salvatore e cinque anni fa siamo arrivati al Policlinico Vanvitelli nel reparto di Ematologia ed Oncologia pediatrica. Da quel giorno la nostra vita è cambiata.

Purtroppo è cominciata una vera e propria battaglia… il nostro piccolo guerriero ha iniziato a combattere contro la leucemia. Insieme a lui ci siamo stati e ci siamo noi, la sua mamma e il suo papà, e poi ci siete voi, voi tutti dottori, infermieri, collaboratori, che sin dal primo giorno siete stati conquistati da Salvatore.

La sua battaglia è diventata anche la vostra. Vogliamo dirvi Grazie, un Grazie enorme per esserci sempre stati, parlandoci con chiarezza di tutto, tutto quello che purtroppo può portare questa malattia.

Eh sì, Salvatore ne ha affrontate davvero tante, nell’ultimo periodo la paura è stata tanta. Paure che ti cambiano la vita, e voi sempre lì a darci supporto.

Grazie per essere riusciti a strappargli un sorriso in una situazione non facile. Grazie perché voi siete diventati come una famiglia. Grazie perché voi siete degli eroi con il camice bianco. Grazie perché se oggi ci troviamo qui pronti a partire per il giorno tanto atteso è per merito vostro, del vostro grande lavoro e per la grande forza di nostro figlio; la strada è ancora lunga ma insieme a voi abbiamo percorso già la metà, irta di ostacoli.

Proprio nostro figlio, prima di partire, ha pronunciato parole che hanno emozionato tutti: ‘grazie a tutti, siete tutti nel mio Cuore’.