Perché la più grande Associazione mondiale di laici, da sempre impegnata a contrastare la povertà, dovrebbe scegliere la salvaguardia dell’ambiente per la propria campagna di comunicazione? Perché ogni gesto di attenzione verso la natura contribuisce a ridurre l’impatto del riscaldamento globale che tanto minaccia il futuro della nostra umanità”, dichiara Antonio Gianfico, Presidente della Federazione nazionale Società di San Vincenzo De Paoli. 

Gli effetti del global warming sono visibili già da tempo: fenomeni meteorologici estremi, tempeste, inondazioni, estati sempre più torride, lunghi periodi di siccità che danneggiano i raccolti. Inevitabili le ricadute economiche e sociali: carestie, migrazioni, piccoli e grandi conflitti locali. Appare così evidente come, salvaguardare l’ambiente oggi, ci permetterà di ridurre la povertà domani.

Il messaggio che lanciamo ai 15.000 nostri volontari in tutta Italia – prosegue il Presidente Antonio Gianfico – è: ‘Pianta l’alberello della San Vincenzo, se salviamo l’ambiente salviamo l’umanità’. E’ evidente che l’invito non si esaurirà nel gesto di far crescere nuovi alberi, ma si completerà con un’azione di sensibilizzazione che, forte del gran numero di volontari e di eventi che si organizzeranno, favorirà la diffusione di una vera e propria cultura dell’ambiente non solo tra i vincenziani, ma in vasti strati della società civile”.

Un forte impegno, che sarà ripreso appena terminata l’emergenza covid19 in Italia, consiste nel sensibilizzare e coinvolgere bambini e studenti nell’iniziativa, organizzando incontri e laboratori sui temi ambientali, in accordo con insegnanti e autorità del territorio. “Stiamo consegnando alle giovani generazioni – conclude il Presidente – un ambiente peggiore di quello che avevamo ricevuto. Adoperiamoci per fermare questo degrado, diamo ai giovani la possibilità di ristabilire l’equilibrio naturale del pianeta”.    

E così, la campagna “L’Umanità Unisce” che per anni ha accompagnato il lavoro di migliaia di  volontari, impegnati in tutta Italia a coltivare e trasmettere i valori della solidarietà, si arricchisce nel 2020 con questo bel messaggio d’amore verso la natura.

Perché: “Coltivare e custodire il creato è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto; vuol dire far crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino, un luogo abitabile per tutti” (Papa Francesco, Udienza Generale del 5 giugno 2013).

La Società di San Vincenzo De Paoli

Con oltre 2.300.000 tra soci e volontari in più di 150 Paesi del mondo, con una rappresentanza presso le Organizzazione delle Nazioni Unite di Ginevra, la Società di San Vincenzo De Paoli è una delle associazioni più vaste e radicate sul territorio.

Fondata a Parigi nel 1833 dal Beato Antonio Federico Ozanam insieme ad un gruppo di giovani studenti, cattolica ma laica, l’organizzazione si trova generalmente nelle parrocchie ed ha come scopo principale quello di aiutare le persone più sfortunate: i bisognosi, gli ammalati, gli anziani soli, i carcerati, chiunque si trovi in difficoltà.

I volontari della Società di San Vincenzo De Paolicombattono ogni giorno la povertà, il disagio e l’esclusione sociale. Il loro desiderio è offrire alle persone in difficoltà un supporto che non sia fatto solo di aiuti materiali per placare la fame e lenire le necessità più impellenti, ma di sostegno, di amicizia, di affiancamento duraturo in un percorso di crescita con l’obiettivo di superare una volta per tutte i problemi e tornare ad essere indipendenti.

In tutto il mondo la Società di San Vincenzo De Paoli ha realizzato mense, dormitori, case di ospitalità per persone povere in difficoltà, centri per l’assistenza a bambini e ragazzi e per persone sole o anziane, strutture per l’accoglienza dei migranti, empori solidali.

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