Con oltre 800 milioni di euro di fatturato e 4 mila ettari di terreno coltivato, la rucola della piana del Sele, in provincia di Salerno, è pronta a fare il suo esordio sul mercato con il marchio IGP. Una novità destinata ad entrare a gamba tesa nella top five dei prodotti a marchio simbolo del made in Italy, che annovera già tra le sue eccellenze il Grana Padano Dop, il Parmigiano Reggiano Dop, il Prosciutto di Parma Dop, l’Aceto Balsamico di Modena IGP e ovviamente a breve anche la Rucola Igp.

Oggi al Fruit Logistica di Berlino, la più grande fiera europea del comparto ortofrutticolo Vito Busillo, Presidente della Coldiretti di Salerno, ha snocciolato con soddisfazione i dati che la sua terra produce ogni anno.  

Nel 2018 la rucola della Piana del Sele ha totalizzato una raccolta complessiva di circa 400 milioni di chili, provenienti dalle 430 aziende del territorio, di cui il 60% sono in mano a giovani imprenditori vocati all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale.

 “Le previsioni sono davvero entusiasmanti – ha spiegato Busillo – con una crescita che si stima intorno al 20%, come si evince dagli studi di Ismea pubblicati di recente sulle performance dei prodotti a marchio. Prevediamo pertanto che l’IGP spingerà il fatturato della nostra rucola a 850 milioni di euro, posizionandola al terzo posto tra i marchio, bandiere del made in Italy”.

La Rucola Igp rientra nei cosiddetti “super food”, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, la presenza di calcio, magnesio e potassio. È inoltre un antiossidante e antitumorale, perché contiene beta-carotene, vitamina C, luteina e zeaxantina ma anche flavonoidi e isotiocianati come il sulforafano.

L’area di produzione dell’IGP, che coinvolge complessivamente 5 mila addetti diretti e 4 mila nell’indotto, avviene nei territori di Eboli, Battaglia, Pontecagnano Faiano, Montecorvino Rovella, Montecorvino Pugliano, Bellizzi e Capaccio – Paestum.