Devastazione, saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale: sono questi i capi d’accusa che pendono sulle teste di 4 uomini con alcuni precedenti penali, tra i 30 e i 50 anni, che nella notte del 25 ottobre avrebbero fatto deflagrare delle bombe carta sotto casa di Vincenzo De Luca, a Salerno. Le indagini sono nelle mani della Procura del capoluogo di provincia; mentre la Digos ha rinvenuto le prove per inchiodare i malfattori, grazie alla perquisizione delle loro abitazioni. Qui gli agenti hanno trovato gli abiti usati quella sera ed una mazza chiodata.

L’azione estemporanea degli accusati ha avuto luogo nel mentre di una protesta di commercianti, gestori di locali e palestre, titolari e dipendenti di centri scommesse, organizzata dagli stessi per esprimere il proprio dissenso nei confronti del dpcm di Roma, che di li a poco avrebbe varato misure restrittive per le suddette attività causa Covid-19. Il sit-in, facevano sapere i promotori, si sarebbe svolto “rispettando tutte le norme, mascherine e distanziamento sociale“. E di fatto, così andò. Lo scopo ultimo dell’agitazione era fornire “tutte le proposte rivolte al Governo e alle amministrazioni pubbliche per evitare il fallimento delle attività e la conseguente disoccupazione dei dipendenti“. In tale contesto si sarebbero inseriti i 4 facinorosi, che all’interno di un gruppo più nutrito di persone mischiatosi alla folla, si sarebbero poi allontanati dal percorso principale che andava da piazza Amendola a piazza Portanova, per dirigersi verso il quartiere del Carmine dove vive il presidente regionale Vincenzo De Luca. Il tempestivo intervento della Digos dissipava ogni pericolo.