Non è mai stata, non lo è e forse non lo sarà mai una gara come le altre: è Roma- Napoli, quello che una volta veniva chiamato “Derby del Sud”. Un gemellaggio che accomunava le due tifoserie maggiori del Centro-sud da sempre impegnate a lottare contro lo strapotere dei club del settentrione; poi quel famoso gesto dell’ombrello di Salvatore Bagni, guerriero di centrocampo del Napoli rivolto alla tifoseria giallorossa e situazione del tutto precipitata. Da allora, ottobre del ’87, Roma e Napoli sono più che rivali; diremo quasi una sorta di odio che ha vissuto il punto maggiore nella vile, assurda, premeditata e codarda aggressione da parte di alcuni teppisti capitolini ai danni dei napoletani nella finale di Coppa Italia. La Roma non c’entrava nulla, i partenopei erano impegnati contro la Fiorentina ma la stupidità non conosce limiti e così a farne le spese fu Ciro Esposito, una storia che conosciamo bene, fin troppo. Da allora, e sono passati 5 anni, il clima tra le due tifoserie si è a dir poco incendiato e la partita, aldilà dell’importanza della classifica, ha un significato notevole. Tra l’altro nelle ultime stagioni Roma e Napoli si sono giocate il secondo e terzo posto dietro all’irraggiungibile Juventus; quest’anno invece soltanto il Napoli ha tenuto fede alle aspettative(in realtà gli azzurri nelle griglie di agosto erano molto dietro) mentre la Roma è sprofondata quasi nell’anonimato e proprio l’incontro di domenica può rappresentare da trampolino per cercare di ritornare prepotentemente nelle prime posizioni(attualmente è quinta e cerca di raggiungere e sorpassare magari le due milanesi). Un compito non agevole per Claudio Ranieri richiamato dalla dirigenza dopo l’esonero di Eusebio Di Francesco; il tecnico trasteverino di ritorno dopo 8 anni dall’ultima panchina romana ha dapprima ottenuto una stiracchiata vittoria contro l’Empoli all’Olimpico all’esordio per poi capitolare a Ferrara contro la Spal! Contro il Napoli di Ancelotti una sorta di ultima spiaggia, una gara molto difficile ma che in questo momento può servire per scovare quelle motivazioni e quella concentrazione che una partita così sentita riesce a trasmettere.

Il Napoli non ha invece particolari pressioni di classifica, la Juventus è troppo lontana per azzardare soltanto a pensare ad un incredibile recupero mentre pare confortante il vantaggio rispetto alle inseguitrici; un Napoli insomma che sembra anima e corpo proiettato alla Europa League e all’imminente doppio confronto con l’Arsenal. Le preoccupazioni che affliggono il clan partenopeo tuttavia riguardano le incredibili defezioni in serie che stanno tormentando gli atleti: Albiol e Chirices fuori causa come Diawara e Ghoulam e Lorenzo Insigne che pareva pronto al rientro ma infortunatosi nell’allenamento di venerdì. A questi va aggiunta l’assenza per squalifica di Zielinski in un reparto, quello di centrocampo, con gli uomini contati. Per fortuna torna Fabian Ruiz vittima di una pesante influenza che gli ha persino impedito di rispondere presente alla convocazione delle Furie Rosse; se la giocano quindi Verdi e Younes per quella posizione di laterale sinistro di centrocampo che risulta uno dei pochi dubbi per il buon Carletto. L’altro riguarda il posto di terzino destro, in questo caso a contendersi la maglia sono l’albanese Hysaj ed il francese Malcuit con Mario Rui sicuro a sinistra e la coppia di centrali Maksimovic-Koulibaly.

Curiosità: nei sei precedenti, tutti in Italia, Ancelotti non ha mai battuto Ranieri, 3 sconfitte e 3 pareggi per il tecnico emiliano.

Una gara da vivere, da godersi e che speriamo soprattutto non faccia registrare nessun incidente. Arbitra Calvarese.