La mia vita prima e dopo

Prima. Arrancando interminabilmente per le strade dei quartieri fino a che mi arrivavano notizie di una storia, poi guidando freneticamente attraverso la città per arrivare per primo sulla scena del delitto, per vedere il corpo prima che venisse rimosso. Arrivare lì prima della famiglia, con le loro terribili urla di dolore. Andavo con la mia vespa dalla scena del delitto, al tribunale, alle carceri. Stavo seguendo la lotta per il controllo tra li clan dei Di Lauro, i boss di Secondigliano, ed una frazione di un gruppo chiamato ‘gli spagnoli’ perché il loro capo aveva trasferito il centro delle operazioni in Spagna, dove era fuggito, dove viveva da latitante. Era come essere un reporter, due o tre assassini al giorno, incendi dolosi – bombe incendiarie buttate nelle case. Era incredibile che cose del genere potessero accadere nel bel mezzo dell’Europa.