L’antica tradizione della transumanza, ovvero il trasferimento di greggi, mandrie e dei pastori dalle zone di pianura ai pascoli collinari o di montagna, farà ancora una volta, ritorno in Cilento domenica 19 maggio. Questo sarà un rito aperto a tutti che andrà in scena nel basso Cilento domenica prossima, grazie alla famiglia Lamanna e alla sua azienda di vacche podoliche.

Per tutti coloro che volessero assistere a quest’antica tradizione l’appuntamento è per le prime luci dell’alba alla foce del fiume Lambro. Curiosi e appassionati, proprio come nella pellicola “scappo dalla città”, potranno aggregarsi alla mandria e percorrere un sentiero di oltre 30 chilometri fino alla località Acqua delle Conche di Cuccaro Vetere, a circa 1200 metri di altitudine.  Una vera e propria tradizione che si ripete ogni anno attirando l’attenzione di tantissimi turisti.

La tradizione della transumanza è stata candidata dall’italia a patrimonio culturale dell’umanità presso l’Unesco, avviando così l’iter per la valutazione sulla proposta. Dalle valli dell’Alto Adige al Tavoliere, dalla Sardegna al Cilento, questo prezioso rituale è una ricchezza perpetuata nel tempo e che è tenuta in vita da 60 mila allevamenti che ora cerca riconoscimento internazionale per la sua tradizione che lega comunità e territorio.  Ecco perché è necessario raccontarla e farla conoscere.

A questo proposito, domenica mattina, il sindaco di Cuccaro Vetere,  con la cooperazione del Gal Casacastra, ha organizzato l’incontro formativo “Le vie della transumanza, dalla valle del Lambro a Cuccaro Vetere – Aspetti sanitari e benessere animale”. All’incontaro interverranno tra gli altri il commissario dell’Asl Salerno Mario Iervolino, il direttore dell’Asvir Moligal Nicola Di Viro, il vice presidente della Provincia Carmelo Stanziola, il presidente del Gal Pietro Forte, il coordinatore del Gal Carmine Farnetaro e numerosi docenti universitari ed esperti del settore con l’intenzione di far conoscere e valorizzare questo bellissimo ed antichissimo rito. Una conoscenza importante soprattutto  per i giovani, e i turisti perché è una tradizione che lega comunità e territorio, e che rappresenta l’essenza della eco sostenibilità delle produzioni zoo-tecniche di alta qualità.