Nel 2019 erano 1400 mld di euro, che sono poi diventati 1600 mld nel 2020; una montagna di denaro che fotografa i risparmi degli italiani fermi negli Istituti di Credito lungo tutto lo stivale. La liquidità in questione, però, è bloccata e vincolata, tanto che le banche vorrebbero aumentarne le commissioni pur di spingere i correntisti ad investire. “E’ sempre la solita storia – esordisce Gianni Lepre, opinionista economico del Tg2 Rai e dell’Agenzia di Stampa nazionale Italpress – lascio immaginare, anche ai non addetti ai lavori, cosa potrebbe risolvere disporre di somme come quelle giacenti nelle banche italiane”. Lepre ha poi continuato: “Stiamo parlando della classica montagna di carbone capace non solo di far ripartire la locomotiva Italia, ma tenerla attiva per il tempo necessario a riprogrammare le attività produttive del Paese passate nel tritacarne del Covid. Stiamo parlando di 1600 mld che le banche non hanno alcun vantaggio a tenere fermi nelle casse, per questo il governo dovrebbe prevedere incentivi per i risparmiatori affinché almeno parte di queste somme vengano investite e quindi rimesse nel circolo dell’economia attiva“. Il prof. Lepre ha poi concluso: “Investire magari in attività con esenzioni fiscali e contributive per almeno 5 anni sarebbe la vera panacea per l’economia nazionale, un aiuto concreto, efficace e soprattutto interno per il nostro Paese anche in considerazione del fatto che i soldi dell’Europa serviranno ad appianare solo parte dei debiti maturati nell’era del Covid, e non certo a spingere una ripartenza per la quale, considerando tutti i settori produttivi e le filiere coinvolte, non basterà nemmeno quadruplicare la liquidità prevista dal Recovery Plan“.