I napoletani non si preoccupino: il Comune di Napoli non va in dissesto. Do una brutta notizia a chi in modo frettoloso ha gioito sulla fine del Comune: leggo dichiarazioni allarmistiche ma non c’è
nessun pericolo di questo tipo
”. Così parla De Magistris a proposito della sentenza n. 4 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo l’art. 2 comma 6 del Decreto Legge 19 giugno 2015 n. 78, per contrasto con gli articoli 81, 97, primo comma, e 119, sesto comma della Costituzione. Come si legge sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, il testo dell’articolo 2 comma 6 del decreto è il seguente:

"Gli enti destinatari delle anticipazioni di liquidità a  valere sul fondo per assicurare  la liquidità per pagamenti dei  debiti certi,liquidi ed esigibili di cui all'articolo 1 del decreto-legge 8 aprile 2013,n.35, convertito, con modificazioni,  dalla legge 6 giugno 2013, n. 64,utilizzano la quota accantonata nel risultato di amministrazione a seguito dell'acquisizione delle erogazioni,ai fini dell'accantonamento al fondo  crediti di dubbia esigibilità  nel risultato di amministrazione." 

La sentenza n. 4 sancisce, dunque, l’impossibilità, da parte dei comuni, di utilizzare il Fondo Crediti di Scarsa Esigibilità: tutti gli enti locali coinvolti dall’articolo tacciato di incostituzionalità avevano ritenuto che le anticipazioni di liquidità ricevute dovessero essere considerate in conto Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, mentre la Corte costituzionale ritiene che tale anticipazione fosse aggiuntiva rispetto al Fondo e, pertanto, dovesse essere inserita nel risultato di amministrazione. Va ricordato che il Comune di Napoli aveva aderito al Piano di Riequilibrio finanziario pluriennale con la delibera del Consiglio Comunale n. 58 del 30 novembre 2012: a partire da quella data le condizioni di bilancio di partenza previste dal Piano sono cambiate e quest’ulteriore revisione, che impedisce l’utilizzo della risorse del Fondo, costituisce un elemento di non poco conto. Dunque il Comune, pur adeguandosi a tale pronuncia secondo tempi e modalità che dovranno essere definiti, ritiene indifferibile un immediato intervento legislativo al fine di colmare le disuguaglianze scaturite da una sentenza che non ha tenuto conto della peculiarità della anticipazione di liquidità e della armonizzazione contabile, in relazione al percorso di riequilibrio in corso di realizzazione e che va, secondo De Magistris ed il vicesindaco Panini, integrata con un intervento normativo che rispetti quanto prescritto dal dettato principale dell’articolo 119 della Costituzione: “[…] La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante. Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite.” In virtù di ciò, la sentenza n. 4 costituisce per De Magistris un’interpretazione troppo formale che non ha “nulla a che vedere con i diritti di questa città” e rispetto ad essa si mostra fiducioso in un pronto intervento del Governo.