Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con il teatro ad Angri con la V edizione di offScena rassegna di spettacolo dal vivo, ospitata nella sede dall’associazione L’Officina delle Idee ed organizzata da Sub Eventi Pompei, per la direzione artistica di Adelaide Oliano e direzione tecnica Rosario Esposito.
La rassegna, intende rappresentare una valida proposta alternativa alle grandi produzioni ospitate dal teatro cosiddetto ufficiale, proponendo tre appuntamenti diversi, ecco quali:
16 giugno ore 21.30 “I fiori del kaos” con Vincenzo Liguori e Rodolfo Medina, adattamento e regia Libero De Martino; suggestioni da “L’uomo dal fiore in bocca, La carriola, Il marito di mia moglie “ di Luigi Pirandello.
Il 30 giugno ore 21.30 si continua con “Duello” tratto da uno studio su Quartett di Hainer Müller
una produzione “Angelico Bestiario Compagnia” con Stefania Boccia, Rodolfo Medina e la partecipazione di Marina Fiorenza. La regìa è firmata da Eduardo Zampella.
Si conclude venerdi 7 luglio ore 21.30 con “Una vita da buffone” scritto diretto e interpretato da Juri Monaco sulla vita di Silvio Fiorillo inventore della maschera di Pulcinella.

Officina delle Idee, corso Italia 18, Angri (SA)
Info e prenotazioni 3288775898

Si raccomanda di prenotare:
-lasciando un commento sulla pagina dell’evento;
-inviando un messaggio alla pagina o agli organizzatori;
-chiamando, via SMS, tramite whatsapp ai numeri 3288775898

16 giugno ore 21.30
I FIORI DEL KAOS
SUGGESTIONI DAL’UOMO DAL FIORE IN BOCCA, LA CARRIOLA, IL MARITO DI MIA MOGLIE
DI LUIGI PIRANDELLO
Con Vincenzo Liguori e Rodolfo Medina
Adattamento e regia Libero De Martino
Si apre il sipario. Si vede una gran tenda nera, di là della quale è la vita, che la Madre, cieca nel suo dolore, non può vedere…
…Siamo, qua come agli orli della vita, Contessa. Gli orli, a un comando, si distaccano; entra l’invisibile: vaporano i fantasmi…
L’incipit de La favola del figlio cambiato e la battuta di Cotrone nel secondo momento de I giganti della montagna per spiegare alla Contessa l’apparizione di tre larve evanescenti sono per il
mio teatro una inesauribile fonte di ispirazione.
Al famosissimo atto unico di Pirandello fanno da contrappunto due novelle, La carriola e Il marito di mia moglie, i cui protagonisti potrebbero essere proprio Il pacifico avventore e L’uomo dal fiore in bocca. Le riflessioni pirandelliane sul contrasto tra la vacuità della vita per chi la vive senza troppo fare caso ad essa e il dramma di chi invece sta per lasciarla per sempre, sono amplificate dalla messinscena: ho spostato infatti la vicenda dal misero Caffè notturno con tavolini e seggiole sul marciapiede ad una viuzza silenziosa e deserta adiacente alla piazza del paesello ove impazza la festa patronale e dalla quale irrompe talvolta la vita, con gli echi degli schiamazzi della folla e le melodie dei cantanti che si avvicendano sul palco.
Il medesimo contrasto si realizza contrapponendo i momenti di narrazione delle novelle al dialogo tra l’uomo e l’avventore.
La scenografia consta di due periaktoi che ruotati, spostati ed addobbati a vista dagli attori, mentre ambientano i vari momenti sia della narrazione che del dialogo, diventano delle prigioni per i corpi e i pensieri che si materializzano sulla scena.
In una scena che cambia continuamente forma e dimensione gli attori hanno la facoltà di inventarsi continuamente lo spazio dove perdersi, ritrovarsi, inseguire sogni, pensieri, ricordi, voci ed emozioni.
Lo spettacolo risulta impreziosito dalle voci profonde e crude di Rosa Balistreri, Mara Eli, Ornella Brunetto e dalle fanfare dissonanti di Banda Jonica.