Il 12 luglio di un anno fa in via Cesare Rosaroll, durante l’arresto di un pregiudicato di 25 anni, ha sparato al cane dell’uomo, uccidendolo: ora quel poliziotto è stato rinviato a giudizio. Lo rende noto Roberto Massimo, segretario generale di Napoli del Sindacato Usip-Uil. La vicenda divenne virale attraverso un video pubblicato sui social. Fu «legittima difesa» l’uccisione di un pitbull, cerca ora di spiegare il sindacalista il quale dice che negli attimi concitati della consegna della notifica, esplose il colpo d’arma da fuoco che colpì mortalmente l’animale. Il sindacato Usip esprime «ferma condanna e aperto biasimo nei confronti di tutti coloro che, con dichiarazioni pubbliche, vorrebbero far passare gli uomini e le donne in divisa come crudeli assassini, strumentalizzando l’accaduto. Se al posto del tutore dell’ordine ci fosse stato un nostro figlio, oggi li chiamerebbero eroi, paladini che con sprezzo del pericolo e senso del dovere tutelano i cittadini».

«I poliziotti che spararono al pitbull – spiega Massimosalvarono la vita ad un operatore di polizia coinvolto, aggredito dal cane stesso. Fermo restando l’amore ed il rispetto che abbiamo per i nostri amici a 4 zampe, la necessità di uccidere l’animale fu motivata dall’esigenza del momento ed è condivisibile, poiché la tutela di un essere umano, di un cittadino o, come in questo caso, di un operatore di Polizia, si chiama legittima difesa. Il rinvio a giudizio del collega, per quel che ci riguarda, ha poco senso ed immaginiamo sia semplicemente un atto dovuto, sicuri che la Magistratura accerterà la realtà dei fatti».