Da mesi il comune a nord di Napoli vive l’emergenza rifiuti, per via dei problemi legati al conferimento della componente organica. Il 31 ottobre il sindaco, Rodolfo Visconti, aveva emesso un avviso ufficiale nel quale si invitavano i cittadini a non depositare l’umido fino al 7 novembre. Questo perché le ultime tre gare d’appalto per il conferimento della frazione umida, erano andate deserte. Facile immaginare le strade di Marano nel caos, ridotte a deposito dei sacchetti. Il 4 novembre il dirigente dell’area tecnica Di Pace ha firmato la determina con cui è stata indetta l’ennesima gara d’appalto, vinta dalla ditta “Ecologica”. Ma tutto questo non è bastato a risolvere il problema, perché i 40 mila euro stabiliti per la gara devono ora essere impiegati per lo smaltimento dell’enorme quantità di umido prodotto dai cittadini in 12 giorni di mancato ritiro: 142 tonnellate complessive. Il comune si prepara dunque ad affrontare l’emergenza, a partire dalla prossima settimana, quando la ditta vincitrice avrà esaurito il suo compito. E c’è chi si chiede come mai la giunta non sia corsa ai ripari tempestivamente, magari con gare pubbliche per l’affidamento dei lavori con importo maggiore, così da garantire il servizio.

Al netto del dissesto economico che il comune di Marano vive e che grava inevitabilmente su ogni euro speso, bisogna fare un passo indietro e tornare alla giunta Liccardo, in carica dal 2013 al 2017 e sciolta poi per infiltrazioni camorristiche. L’allora sindaco firmò durante il suo mandato una convenzione con la SUA, stazione unica appaltante, per la fornitura di beni e servizi per bandi di gara superiori ai 40mila euro.  La SUA, in soldoni, gestisce le gare d’appalto per conto di più amministrazioni italiane con tempi burocratici lunghissimi e poco pratici per situazioni emergenziali come quella di Marano.

Questo potrebbe rappresentare un ostacolo per una risoluzione tempestiva dell’affaire umido. In realtà qui emerge un’empasse politica dell’attuale amministrazione. In data 17 giugno il decreto legge Sblocca Cantieri è stato convertito in legge cambiando i codici di molti contratti. In buona sostanza i bandi di gara da 40 mila a 220 mila euro possono essere fatti in proprio e affidati direttamente ad una ditta tramite il MEPA, mercato elettronico pubblica amministrazione. Pur essendo le gare dei puri atti gestionali, il sindaco Visconti e l’assessore all’ambiente potrebbero andare in deroga con la delibera di Liccardo con una forte scelta politica e spianare la strada a gare più lunghe e più fruttuose anche per le ditte stesse, non particolarmente invogliate a farsi carico dei rifiuti di Marano considerato il dissesto economico in cui versa il comune da anni.