Sono stati fermati ieri tutti e sei i presunti autori del pestaggio del rider a Napoli lo scorso 2 gennaio per rapinargli lo scooter.  I poliziotti hanno fermato prima due minorenni legati a pregiudicati del clan Di Lauro, uno figlio di un elemento di spicco della cosca e l’altro di un affiliato detenuto; successivamente gli altri componenti della banda che ha aggredito il 50enne che in zona Capodichino stava effettuando delle consegne. I due minori sono stati rintracciati nel rione cosiddetto Terzo Mondo: uno di loro era alla guida dello scooter bianco che nel video, girato da un residente e diventato virale nei social, investe la vittima alle gambe, mentre l’altro è tra coloro che hanno aggredito a pugni e calci la vittima.

Guardate queste immagini. Un rider picchiato e derubato, proprio mentre sta svolgendo onestamente e con fatica il suo lavoro. E’ umiliante’’ ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha pubblicato le immagini dell’aggressione avvenuta a Napoli.  ‘’In questa pandemia i rider hanno rappresentato il volto di un’Italia che non si è mai fermata e che non ha mai mollato. Da ministro del Lavoro – ha sottolineato – ho lottato per riconoscere loro diritti sacrosanti, diritti che appartengono a ogni lavoratore. Queste immagini fanno male, ma fortunatamente c’è dell’altro, ovvero la sensibilità e la grande umanità di un’altra fetta di popolazione che in queste ore ha lanciato una raccolta fondi per ricomprare lo scooter al rider. In meno di 24 ore sono stati già raccolti oltre 11mila euro. Questa è l’Italia migliore, l’Italia che non si abbatte mai, sempre pronta ad aiutare il prossimo. Noi siamo anche, e soprattutto, questo”, ha concluso Di Maio.