“L’azienda presenti il piano che preveda la produzione delle lavatrici, se vuole il nostro consenso”. Non cambia la richiesta dei lavoratori, preoccupati per la mancanza di confronto sui dati presentati dalla multinazionale.

Whirlpool ha esposto i lavori sulla fattibilità delle proposte per la salvaguardia dello stabilimento di Napoli e dei suoi dipendenti, aggiornando il tutto alla luce dell’intervento statale promesso dal ministro allo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, al precende incontro, a cui erano presenti anche i rappresentanti di operai e amministrativi. Nonostante le misure di decontribuzione sui contratti di solidarietà, pari a 17 milioni di euro in quindici mesi, Whirlpool ha dichiarato che la riconversione è la sola strada percorribile per dare garanzie di lungo periodo e rassicurare i lavoratori sul proprio futuro occupazionale. Nella nota, la multinazionale accenna a “un prodotto da sviluppare in due settori che sono in forte crescita”, a differenza di quanto accade da decenni per le lavatrici, finora realizzate nella sede di via Argine. Inoltre, tale oggetto, non specificato, sarebbe riconosciuto anche dalle Nazioni Unite come creazione sostenibile e qualitativamente valida.

“È uno schiaffo a noi, un pugno allo stomaco che la città riceve quest’oggi dall’azienda”, che dice di non voler “abbandonare la sua storia”. È il commento risentito che l’assessore al Lavoro, Monica Buonanno, rilascia attraverso la pagina facebook del comune di Napoli. Questo accade all’indomani dell’incontro al Mise. Il post si conclede con una richiesta: “Ci auguriamo di essere invitati alla riunione dei primi di settembre, per capire se la scelta è definitiva o meno”, esplicitando che le istituzioni dovrebbero avere un ruolo nelle vertenze, pari almeno a quello delle organizzazioni sindacali, invitate all’incontro del primo agosto.