Riaprono da oggi le attività legate alla ristorazione su tutto il territorio campano. La decisione, presa con l’ordinanza numero 37 del 22 aprile, prevede che bar e pasticcerie offrano il proprio servizio al pubblico dalle ore 07.00 alle 14.00, mentre tutti gli altri esercenti del settore, come pub, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie, saranno operativi dalle ore 16.00 alle 22.00. Tutti sono tenuti a lavorare su prenotazione telefonica oppure on line, garantendo la consegna a domicilio e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. Lo stesso vale per il commercio al dettaglio di articoli di carta, cartone, cartoleria e libri, possibile dalle ore 08.00 alle 14.00. Queste disposizioni resteranno in vigore fino al 3 maggio, data ultima indicata dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile.

Con questi orari e condizioni meglio non aprire“, ha dichiarato Ciro Poppella. “Stare aperti dalle 07.00 alle 14.00 per fare consegne a domicilio non conviene a noi pasticcieri, anche perché non avremmo la forza di gestire tutti i nostri dipendenti. Ce ne vorrebbero molti di meno e gli altri cosa farebbero?“, si chiede il pasticciere del Rione Sanità a cui si deve il Fiocco di Neve. “Se volessimo sfruttare, poi, i delivery, dovremmo dare a loro il 30% del guadagno e non rientreremmo con tutte le spese di gestione. Sarebbe opportuno far entrare due persone alla volta in pasticceria per comprare i nostri dolci. Lavorare adesso o tra un mese è la stessa cosa», spiega l’imprenditore napoletano, fiducioso in un ritorno più veloce alla vita pubblica. “Per i pizzaioli è diverso perché hanno tutta la giornata a disposizione rispetto a noi“. Non tutti sembrano essere dello stesso avviso, tanto che in queste ore si stilano liste coi nominativi dei pizzaioli che vogliono riaprire, accettando la logica del delivery food. “Da lunedì molti ripartono, altri lo faranno nei giorni successivi per le difficoltà degli adempimenti dell’ordinanza regionale (che, ricordo, abbiamo chiesto con più comunicazioni di modificare), altri ancora aspetteranno“, come ha deciso di fare Gino Sorbillo, scrivendolo sulla propria pagina facebook nel giorno della Liberazione, mentre il cugino Luciano . “Non esistono buoni e cattivi, ognuno fa la sua scelta liberamente, secondo il proprio break even e secondo le scelte personali e aziendali. A chi riparte io suggerisco di registrarsi sul sito della Fipe Ristocasa che comunque da una visibilità“.

Le perplessità di almeno una parte degli esercenti è dovuta alle condizioni della riapertura, dato che comporterebbe la rinuncia alle misure di sostegno al reddito erogate dallo Stato, a fronte di un rischio legato all’esiguità del possibile margine di guadagno, sempre che ce ne sia, da qui ai prossimi mesi. L’obbligo di affidare a ditte esterne la sanificazione dei propri locali si traduce in un costo aggiuntivo che grava sui costi di gestione e su quelli legati al personale e al servizio di asporto. Così, Confesercenti Campania si muove in altre direzioni, attivando uno sportello di credito bancario, al quale gli associati possono fare riferimento per presentare le istanze di credito, dopo aver ricevuto consigli sullo strumento finanziario che fa al proprio caso e dopo aver ricevuto assistenza tecnica specializzata per la corretta compilazione dei modelli con cui si chiede un finanziamento, che, ricordiamo, può arrivare a 25000 euro con una garanzia pubblica del 100% grazie al Fondo centrale di garanzia per le PMI. Quindi, possono presentare domanda tutte le microimprese e piccole e medie imprese con un fatturato massimo di 50 milioni di euro oppure un attivo di 43 milioni di euro, entro i 499 dipendenti. E’ possibile avvalersi dell’aiuto degli esperti chiamando al numero 081 5536653 o scrivendo all’indirizzo mail creditobancario@confesercentinapoli.it.