Da questa mattina le ruspe sono tornate a Porta Capuana, dove il cantiere per il restyling era stato chiuso in seguito alle richieste di pizzo da parte della criminalità organizzata. Ma ripercorriamo i fatti. Era il 9 maggio scorso quando il titolare della ditta «La Spinosa» aveva deciso di chiudere il cantiere, in seguito a ripetute le richieste di soldi a cui sono seguite anche le minacce. Un uomo, Antonio D’Andrea di 47 anni e ritenuto emissario del clan, si era presentato al cantiere e aveva minacciato i dipendenti.


Le vessazioni sono state immortalate dalle telecamere di videosorveglianza poste nell’area e così dopo aver visionato i filmati, e individuato modello e targa dello scooter utilizzato dall’estorsore, gli inquirenti lo hanno individuato e fermato. In seguito alla denuncia fatta alla polizia e dopo un ennesimo tentativo di racket, il titolare decise di abbandonare l’appalto. Oggi mezzi all’opera e dipendenti al lavoro e l’uomo che aveva chiesto il pizzo è stato assicurato alla giustizia. Ma nessuno ha voglia di parlare. «Siamo tranquilli e siamo al lavoro», queste le uniche parole pronunciate da alcuni lavoratori del cantiere.