Dopo l’assunzione di 70 educatori a tempo indeterminato, aprono sei nidi e sono state indette gare per altre strutture per l’infanzia. E’ partita la campagna nazionale “Illuminiamo il futuro” di Save the Children

In settimana riapriranno sei asili nido, essendo state aggiudicate le gare per la loro gestione. Grazie all’uso di fondi del “Piano nazionale per lo 0-6“, si rende possibile la continuità operativa di strutture create con i fondi del “Piano Azione e Coesione“, garantendo orari estesi e tariffe molto basse. Si aggiungono ai nidi internalizzati col piano assunzioni dello scorso settembre, quando furono assunti dal Comune settanta educatori. Nella nota comunale, l’assessore alla Scuola, Annamaria Palmieri, anticipava così le aperture dei prossimi giorni.

Mentre il rapporto di Save the Children focalizza l’attenzione sulle disparità tra le diverse regioni del Paese nell’accesso ai servizi di prima infanzia, continua l’impegno della nostra Amministrazione di investire sui più piccoli e mettere in sicurezza in modo strutturale i nidi e micronidi realizzati coi fondi europei del piano di azione e coesione“.

Così facendo, l’offerta comunale cresce di oltre centocinquanta posti complessivi. La riapertura delle iscrizioni riguarda i seguenti nidi: “Pergolella“, “OnoratoFava“, “Gianturco” e “Guacci Nobile” in II municipalità; “Piazzi” in III municipalità e “Cucciolo” in V. Altre gare sono in corso per l’apertura di strutture per l’infanzia nei quartieri di Soccavo, Pianura, Secondigliano e Scampia. “E’ attorno alla crescita dei bambini nelle periferie che oggi si gioca la partita del futuro del Paese“. E’ una delle conclusioni dell’edizione 2019 dell’annuale “Atlante dell’infanzia a rischio“, presentato il 14 ottobre dall’associazione citata nel comunicato dall’assessore Palmieri.

Secondo questi studi, in Campania oltre un terzo dei bambini vive in famiglie con un livello di spesa inferiore a quello della media nazionale. Si stima che in Italia un milione e duecentomila bambini vivano in povertà assoluta. L’Atlante si sofferma sull’importanza della scolarizzazione in tenera età, vedendolo come uno degli strumenti utili a ridurre le diseguaglianze che nell’ultimo decennio sono aumentate. Nel 2008 un minore su 25 viveva in povertà assoluta, oggi un minore su 8 si trova in questa condizione e gli adulti non sembrano passarsela meglio: oggi a Posillipo, Chiaia e Vomero il 40 per cento degli abitanti ha concluso il percorso di studi, giungendo alla laurea, mentre a Scampia, San Giovanni e Miano la percentuale non raggiunge il 5 per cento. Se al Vomero lavora il 41 per cento degli abitanti, a Scampia la percentuale si dimezza, a fronte del 31 per cento di giovani che non studiano né lavorano (Le mappe della disuguaglianza, Donzelli editore, 2019). Anche se dal 2008, in tutta Italia, sono stati fatti notevoli progressi nella lotta alla dispersione scolastica, cresciuta solo in Calabria e Sardegna, i dati sopra riportati ci mostrano come il tempo amplifichi le differenze che emergono nei primi anni di vita. Save the Children chiede, oltre ad interventi per la scolarizzazione in tenera età, l’istituzione di aree ad alta priorità educativa e il recupero degli spazi dismessi e abbandonati, da restituire all’infanzia. A tal fine, ha lanciato la seguente petizione:

https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/campagne/illuminiamo-il-futuro

Di questo scenario si è parlato anche al seminario “A misura delle persone e dei luoghi“, tenutosi sabato 2 novembre, a Roma, per volontà della “Agenzia per la Coesione sociale” e del “Forum Disuguaglianze e diversità“, che il 17 luglio scorso aveva siglato un’alleanza con la città partenopea. Alla presenza di Annamaria Candela della Fondazione Banco di Napoli, si è discusso anche della città partenopea e sono state prospettate strategie integrate con altre tre città, Roma, Torino e Padova, per stimolare il tessuto associativo, molto frammentato e poco coeso, delle rispettive aree periferiche.