Napoli non appare più nella  lista del ‘Sun‘ delle città più pericolose del mondo. Il tabloid inglese in un articolo pubblicato l’11 giugno sul suo sito, ha messo li capoluogo partenopeo tra i centri urbani più pericolosi del pianeta. Insieme a Raqqa, roccaforte Isis, la capitale somala Mogadiscio, Caracas, capitale del Venezuela dove ci sono continue proteste contro il presidente Maduro, Kiev ed altre era stata inserita anche Napoli. La classifica riguardava le città  più a rischio in 10 punti diversi della terra, scelti per le ragioni più varie: dal terrorismo alla droga, dagli omicidi alla presenza di gang mafiose o criminali, dalla guerra, ai disordini razziali, alla violazione dei diritti umani.  Tuttavia dal 22 giugno lo stesso articolo è stato modificato e sulla mappa il capoluogo campano non è più presente.

L’inclusione della città partenopea  tra le 10 città più pericolose del mondo da parte del ‘Sun‘ aveva dato inizio ad una serie di polemiche sui social network ma anche da parte dei rappresentanti delle istituzioni locali e non, primi tra tutti  il sindaco Luigi de Magistris e  il governatore Vincenzo De Luca, ma anche esponenti politici nazionali, come il segretario Pd Matteo Renzi e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, e  l’ambasciata  italiana a Londra. 

 Così come anche l’articolo dell’quotidiano inglese “The Independent” Nel quale Livia Hengel smentisce le recenti affermazioni del Sun. “La città è perseguitata dalla sua reputazione  di essere malfamata, dipinta da coloro che vivono in altre parti dell’Italia come luogo dove regna l’anarchia è dove le leggi non vengono rispettate. Il capoluogo partenopeo – prosegue il pezzo – ha arte, cultura, cucina di fama mondiale ed un fascino immenso: dovrebbe essere invaso dai visitatori. Il fatto che non lo sia è dovuto alla sua fama. Tuttavia negli ultimi anni la città ha compiuto enormi sforzi e passi in avanti per cambiare la sua immagine. Le fiamme che, i giorni scorsi, hanno sconvolto il Vesuvio e  le grosse colonne di fumo che hanno oscurato  il famoso vulcano di Napoli e le città sottostanti,  hanno messo in risalto la vulnerabilità della terza città più grande d’Italia. Anche la Costiera Amalfitana è stata colpita, ma l’immagine del Vesuvio in fiamme ha attirato ovviamente di più l’attenzione. Grazie agli sforzi dei vigili del fuoco e di altre forze dell’ordine, i roghi sono stati estinti. Ma  inevitabilmente  purtroppo questi incendi dolosi hanno ricordato al mondo il lato più oscuro di Napoli e una reputazione che la città sta da tempo cercando di cambiare”.

Tuttavia forse è proprio grazie a questa serie di polemiche che nella cartina dei “most dangerous cities  in the world” Napoli non c’è più.

simona caruso