I due stilisti hanno onorato Sophia Loren con un enorme ritorno a casa  per le strade di Napoli.
Pur essendo la terza più grande area metropolitana in Italia, con circa tre milioni di abitanti e uno dei porti più trafficati del mondo, a Napoli manca forse la necessita` per la moda delle sue rivali. Per lo più, la città è avvolta dalla sua reputazione di violenza sociale e corruzione politica.Ancora oggi, la città del sud deve lottare con la cultura popolare che la definisce. I fan di Elena Ferrante, la riservata scrittrice del quartetto napoletano, vedono una città che condanna i suoi figli ad una vita dolorosa che li imprigiona psicologicamente all’interno delle mura cittadine. I fan del film e ora della serie tv Gomorra vedono una citta` di corruzione e criminalità infinita.

Eppure per tutta la sua sporcizia e trasandatezza Napoli irradia ancora un fascino unico e seducente, attirando registi, artisti e scrittori nei suoi quartieri, con la sua geografia labirintica, con temperature seducenti e un umorismo arguto. Questo fine settimana, la città messo a segno un altra passione, il disegno del duo di Stefano Gabbana e Domenico Dolce, che hanno messo in scena il loro 99-look Alta Moda in mostra per le piccole strade acciottolate del quartiere più antico della città e davanti ad un pubblico di clienti ed editori che erano lì come i loro ospiti.

L’occasione è stata progettata in modo da coincidere con una cerimonia civile: il fine settimana ha avuto luogo il conferimento della cittadinanza onoraria a Sofia Loren, l’ottantunenne attrice napoletana, (è nata a Roma ed è cresciuta a Pozzuoli, piccola cittadina ai confini della città)h aricevuto le chiavi della città. La star di una ventina di film ambientati a Napoli, e` forse la persona più responsabile per aver messo Napoli sulla mappa mondiale, l’attrice ha una relazione piuttosto ambivalente con la sua terra d’origine come chiunque del resto. Nel 1982, ha servito 17 giorni di una condanna di 30 giorni per reati fiscali commessi nel 1974. Anche se è stata scagionata completamente nel 2013, dopo una lunga battaglia legale, le sue visite in questi giorni sono rare. E` stata convinta a tornare per questo onore, anche grazie allo show, secondo Gabbana.

E ‘stata una destinazione rischiosa. I progetti di solito necessitano localita` esotiche, molto più esclusive, luoghi per mostrare gli abiti che costano decine di migliaia di sterline e che vengono acquistati dal tipo di clienti che portano le loro guardie del corpo.  Qui lo spettacolo è stato fatto per le strade; la passerella  era lungo il piccolo vicolo di via San Gregorio Armeno, nel centro artigianale della città, davanti a negozi a conduzione familiare che vendono presepi, tamburi dipinti, statuette in legno e altri ogetti tradizionali. Clienti cinesi e miliardari con sede a Dallas che indossano abiti tempestati di gioielli e diademi, principesse arroccate su sedie dorate, mentre i negozianti hanno fatto un veloce commercio di fan, e la strada è diventata uno specchio di selfie. Gli abitanti del posto erano affacciati dai balconi circostanti ed erano affollati intorno parapetti per catturare una vista migliore. E ‘stato un incubo a livello di sicurezza.

“E ‘lo spettacolo piu` difficile, più complesso che abbiamo mai intrapreso”, ha spiegato Dolce mentre una banda e`arrivata al suo fianco pronta a condurre la sfilata di moda. “Ma potere al popolo”, ha continuato. “L’esperienza è unica, ma aveva un senso per noi, perché questa è la strada degli artigiani. Ogni famiglia vive qui nella sua cultura e ha le sue radici nel loro mestiere – proprio come l’Alta Moda”.
Riguardo alla personalità napoletana e` stato molto espansivo: “Napoli è una delle città più creative sulla terra”, ha insistito. “La gente pensa in modo completamente diverso, hanno un altro tipo di cervello, in cui vivono bene. Si godono la loro vita. E non vogliono cambiare. Ecco perché abbiamo deciso di venire qui.”
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La loro collezione è un inno alla donna del momento ed al variegato patrimonio della città – eccetto i fori dei proiettili: una gonna a matita sottile e corpetto bianco ha aperto lo show, un look immaginato per L’oro di Napoli, la pellicola della Loren del 1954 diretta da Vittorio De Sica ; abiti aderenti con maniche arricciate ed orli decorativi sono stati arricchiti con rose – fiore preferito della Loren; cappe d’oro barocche ingioiellate per ricordare San Gennaro, patrono della città; giacche s lasciate con fili pendenti in onore dei suoi famosi sarti; su una gonna di seta blu cielo era ricamato con capi di abbigliamento stesi ad asciugare; un corpetto a scacchi come una tovaglia da pizzeria. Ci sono stati cappelli d’oro, come gli altarini religiosi che si vedono sul ciglio della strada. E un cappello al babà al rum.

A volte l’esperienza Dolce barcolla verso pantomima, tanto sono i riferimenti palesi e diretti. “E’ ironico”, ha detto ridendo Dolce mostrando una maglietta di seta celeste del Napoli ricoperta di paillette con il nome di Maradona (che ha giocato per il Napoli a metà degli anni ’80) con il numero 10. “I nostri clienti si vogliono divertire un po`. Ecco perché si rivolgono a noi.”

E così fanno. I clienti presenti indossavano gli abiti di Dolce della stagione precedente, gran parte della quale era stata acquistata, senza dubbio, nei negozi napoletani del marchio. Erano un gruppo colorato, molto frizzante e le offerte di questa stagione di stampe da cartolina, ricami, vestiti zingareschi con colori stridenti, monete d’oro, e una gonna souvenir dipinta con la merce di una pescheria non sarebbero stati fuori luogo. Ma c’erano anche pezzi piu` sobri. Un cappotto nero lungo “mamma” ed i disegni floreali dipinti a mano che decoravano abiti di seta e gonne erano molto delicati, e molto belli. Se si deve avere un’opinione comune dello stile di Dolce & Gabbana e` questa loro capacita` di rendere indossabile l’Alta Moda facendola stare bene a tutti, pochi i progettisti possono proiettare tale fiducia in una donna così come fanno Dolce & Gabbana.

La gioia di vivere tutta italiana e` stata il fulcro dell’evento. Alla chiusura della mostra gli ospiti sono saliti in macchine dirette alla cena ed al party finale. Raccoglindo le loro scintillanti scarpette da Cenerentola sulla pavimentazione irregolare, una pioggia di coriandoli d’oro sono piovuti giù. L’oro di Napoli, Dolce & Gabbana. Era impossibile non innamorarsi.

Dal Financial Times, 10 luglio di Jo Ellison

Traduzione

Simona Caruso

foto dal Financial Times.

Link articolo del Financial Times