RENATO CAROSONE

Cantautore, pianista, direttore d’orchestra e compositore, nonché pianista classico e jazzista, RENATO CAROSONE fu uno dei più grandi autori e interpreti della canzone napoletana e della musica leggera italiana, tra il secondo dopoguerra e la fine degli anni Novanta.
Segnò una svolta nella canzone napoletana, fondendo i ritmi tradizionali con melodie africane e americane e creando un nuovo stile musicale.
Fu, con Modugno , uno dei due cantanti italiani ad aver venduto dischi negli Stati Uniti, senza doverli incidere in lingua inglese.
Tra i suoi maggiori successi ricordiamo TORERO, TU VUÒ FA
L’AMERICANO, O SARRACINO, CARAVAN PETROL, PIGLIATE
‘NA PASTIGLIA.

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Nato a Napoli il 3 gennaio del 1920, morì a Roma il 20 maggio del 2001
La sua vita, dedicata quasi esclusivamente alla musica, passò attraverso numerose esperienze e varie fasi di continue ricerche nel campo musicale, che divideremo in tre parti.

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PARTE I ) Dall’esperienza africana alla fondazione del TRIO e al
suo successivo ampliamento.

Nel 1937, a soli 17 anni, RENATO CAROSONE si diplomò in pianoforte e quello stesso anno parti per l’Eritrea, colonia italiana con un contratto per suonare in un Ristorante-Teatro di Massaua, ma la compagnia che l’aveva scritturato si sciolse e lui si trasferì all’Asmara. Qui suonò il pianoforte al Circolo Italia dove conobbe una ballerina veneziana e si sposò.

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Si trasferì poi ad Addis Abeba dove lavorò come direttore d’orchestra,
Allo scoppio della guerra fu richiamato e inviato in Somalia, anch’essa colonia italiana .
Dopo l’occupazione di Addis Abeba da parte delle truppe britanniche, tornò all’Asmara dove gli fu assegnata la direzione del Teatro Odeon e dell’annesso Night Club, frequentato da militari che amavano ascoltare i ballabili americani: Night and Day,
Begin the Beguine , Blue Moon, Tea for Two erano i brani del suo repertorio.
Nel 1946 tornò in Italia con la moglie Lita e il figlio Pino.
Per tre anni suonò il piano in piccole orchestre da ballo tra Roma e Napoli.

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Nel 1949 fu invitato a formare un TRIO, per l’inaugurazione di un nuovo locale a Napoli . Ingaggiò allora come chitarrista l’olandese PETER VAN VOOD e come batterista-fantasista il napoletano
GEGÈ DI GIACOMO ( nipote del poeta Salvatore ) , uno strano personaggio che si presentò all’ultimo momento, senza la batteria perché l’aveva mandata a cromare e che, per dimostrare che sapeva suonare, improvvisò una batteria con ogni oggetto che si poteva percuotere, una sedia, un vassoio, tre bicchieri di diversa grandezza e tonalità , due pioli e un fischietto .
Questo strano Trio riuscì comunque ad avere successo, ma fu bocciato al provino con la FONIT . Sergio Bruni presentò allora il Trio a Nino Oliviero , un autore di successo, che fece loro incidere con la PATHÈ un 78 giri che conteneva Oh Susanna eScalinatella.
In seguito il Trio suonò in un locale a Roma e in un Night a Capri.

Nel 1952 VAN VOOD lasciò il Trio per continuare come solista.
CAROSONE e DI GIACOMO fondarono allora un nuovo gruppo che , dopo varie trasformazioni, diventò prima un QUARTETTO con FRANCO CERRI alla chitarra e PIERO GIORGETTI come cantante .
Il gruppo si assestò poi definitivamente con l’aggiunta di ALBERTO PIZZIGONI alla chitarra e RICCARDO RAUCHI ai fiati
( sassofono e clarinetto ).
Nel 1954, il primo giorno di vita della televisione italiana, fu presentato un programma dal titolo “L’orchestra delle 15 ” , in cui Renato Carosone e il suo gruppo furono i primi musicisti a essere visti nel neonato mezzo di comunicazione.
Una canzone presentata al Festival di Sanremo dal titolo “…e la barca tornò sola”, cantata da Gino Latilla, diede a CAROSONE e al suo gruppo l’ispirazione per farne, dopo pochi mesi, una parodia .
Il tono lugubre e melodrammatico del testo fu sottolineato da un esilarante GEGÈ Di GIACOMO che, ad ogni strofa commentava
” e a me che me ne importa…”
Fu questo l’inizio di una serie di trovate spiritose che diedero al gruppo uno stile unico e inconfondibile che univa alla grande abilità musicale uno straordinario senso dell’ironia.

Fernanda Zuppini

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http://youtu.be/Z0Nf1HwdAuE