RENATO CAROSONE

Parte III) – L’improvviso RITIRO DALLE SCENE nel 1959
– Il RIENTRO dopo 15 anni e gli impegni fino al 1989
– L’ intervento chirurgico e l’ultimo decennio

Durante la trasmissione televisiva “Serata di Gala“, presentata da
Emma Danieli, RENATO CAROSONE diede l’annuncio shock del suo ritiro dalle scene.
Era il 7 settembre del 1959 e la sua carriera artistica era al culmine del successo.
Invano i giornali scandalistici cercarono di inventare una motivazione, ma il vero motivo lo spiegò lo stesso CAROSONE sedici anni dopo, in un talk show condotto da Luciano Rispoli,
“L’ospite delle due”.
Dopo essere stato in America e aver assistito da vicino all’ascesa dei PLATTERS, verso la fine degli anni cinquanta , aveva compreso che, con l’esplosione del successo del nuovo Stile Musicale definito degli URLATORI i gusti del pubblico degli anni sessanta sarebbero cambiati e che non ci sarebbe più stato spazio per la canzone tradizionale e per suo tipo di repertorio.
Negli anni in cui era rimasto lontano dalla musica aveva ancora mantenuto alcuni impegni internazionali.

Nel 1960 il nuovo SESTETTO CAROSONE si esibì nuovamente alla CARNEGIE HALL e prese parte all’Ed Sullivan Show , il più importante spettacolo musicale degli Stati Uniti e fu il terzo italiano dopo NILLA PIZZI e DOMENICO MODUGNO ad apparire alla televisione americana. RENATO CAROSONE e il suo Sestetto furono presentati da Charlton Heston e riscossero un successo travolgente. In seguito presero parte anche al Dinah Shore show in California.
Rientrato in Italia, Carosone si stabilì con la famiglia in provincia di Bergamo, dove mise su un piccolo Studio di registrazione per creare una Collana Musicale.
Gegè tentò la carriera da solista con qualche risultato discreto, ma il successo non durò.
Nel 1962 Carosone scrisse, insieme a Nisa, GONDOLÌ GONDOLÀ, una canzone che presentò a Sanremo con le voci di Sergio Bruni ed Ernesto Bonlno, dove si piazzò al terzo posto, mentre restò per tre mesi al secondo posto nella hit parade. Sempre con Nisa, compose altre quattro canzoni, con uno scarso riscontro discografico.
CAROSONE abbandonò poi l’idea di fare il discografico per dedicarsi al perfezionamento della musica classica e per dedicarsi alla pittura che era una sua grande passione.

Nel 1975 , su invito di Sergio Bernardini tornò alla BUSSOLA dove si esibì con una BIG BAND di 19 elementi. La Rai riprese lo spettacolo e lo mandò in onda in prima serata con il titolo BENTORNATO CAROSONE.
Nel 1982 incise l’album “Renato CAROSONE ’82” che comprendeva molti nuovi brani di cui alcuni sui difetti dell’Italia dei primi anni ottanta. Tenne anche un concerto a Siena, in cui alternò ai suoi cavalli di battaglia alcuni pezzi classici come valzer di
Chopin, fughe di Bach, sonatine di Clementi e la RAPSODIA IN BLU di Gershwin ; per l’occasione, rispolverò anche “…e la barca tornò sola” e dedicò un omaggio musicale ai “Magnifici Due”, Totò e Charlie Chaplin.
Il successo ottenuto convinse CAROSONE a tornare in America e, con l’appoggio di Aragozzini tenne un concerto al MADISON SQUARE GARDEN di New York.
Di qui partì per una nuova, fortunata Tournée in Canada e in Sud
America.
Rientrato in Italia organizzò una nuova serie di Tour tra il 1987-98.
Parteciò a show e trasmissioni televisive e chiuse il decennio partecipando al Festival di Sanremo del 1989.

Nel 1993 fu colpito da aneurisma cerebrale e operato al S.Camillo di Roma. Si riprese e riuscì a tenere una mostra di pittura.
Nel 1996, per i suoi 75 anni, la Rai organizzò una serata in suo onore presentata da Alba Parietti, in cui CAROSONE si esibì in alcuni duetti con Renzo Arbore e convinse Morandi a cantare Maruzzella. Poi esegui al piano alcuni pezzi classici.
Infine suonò con LIONEL HAMPTON ( di 86 anni), venuto apposta dall’America, TEA FOR TWO e O SOLE MIO.
Nello stesso anno fu premiato a Sanremo con il PREMIO TENCO per il rinnovamento apportato alla canzone napoletana.
Nel Capodanno 1998 tenne l’ultimo concerto in Piazza Plebiscito a Napoli, davanti a 200.000 persone.
Nel 1999 l’America gli rese omaggio per mezzo del film di ANTHONY MINGHELLA “Il talento di Mr. Ripley”, con una scena in cui MATT DAMON, JUDE LAW e FIORELLO cantano “Tu vuò fa
L’americano”.
Nel 2000 CAROSONE pubblicò la propria autobiografia “Un americano a Napoli” .
Il 10 maggio del 2001 morì a Roma dove si era trasferito dopo un periodo sul lago di Bracciano.
L’annuncio fu dato da Maurizio Costanzo.
I funerali si tennero nella Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo, con la partecipazione di 4.500 persone.

GEGÈ DI GIACOMO, definito l'”alter ego ” di CAROSONE morì nel 2005, all’età di 86 anni.

Fernanda Zuppini

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