Stiamo parlando di 800mila persone da regolarizzare, utilissime per fare cassa. La domanda di lavoro è inferiore all’offerta, quindi il nostro Paese ha bisogno di tante persone, di tanti braccianti” parole di Hillary Sedu, avvocato di origine nigeriana arrivato in Italia neonato e cresciuto a Napoli, dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza. Presso un nota emittente radiofonica locale, Sedu ha affrontato uno dei temi politici più scottanti degli ultimi giorni: la regolarizzazione dei migranti non regolari presenti sul suolo italiano.

Nonostante la componente affettiva, l’avvocato affronta la questione da un punto di vista sociale, politico e sanitario; intravedendo un’opportunità per l’Italia – “Non voglio schierarmi per i migranti perché i miei genitori sono extracomunitari. Stiamo parlando di 800mila persone da regolarizzare, utilissimi per fare cassa.  I migranti, senza la regolarizzazione, non possono accedere al medico di base, fondamentale in questo periodo storico. Immaginiamo tutti quelli che vivono nelle baraccopoli: poterli monitorare sarebbe ottimo non solo per il migrante, ma per l’Italia intera. Le persone senza permesso di soggiorno non possono stipulare un contratto di locazione e, per questo motivo, sono costrette a vivere nelle case di fortuna, facendo assembramenti, e non possono spostarsi liberamente“.

La regolarizzazione, inoltre, renderebbe più fluidi i meccanismi burocratici – “Quando il datore di lavoro presenza l’istanza, questa non viene evasa nei tempi garantiti. Abbiamo due amministrazioni dello Stato competenti per questo procedimento e i tempi si dilatano inevitabilmente a causa della nostra burocrazia fittissima. C’è un oggettiva impossibilità di evadere le istanze nei tempi dovuti“.

In ogni caso, aldilà dei vantaggi che l’Italia potrebbe trarre da un’eventuale messa in regola, l’avvocato Sedu, augurando di trovare un compromesso, ricorda che “i migranti sono persone come noi“.