Il governatore firma un’intesa per l’assunzione dei navigator campani, solidali con gli operai Whirlpool. Ricevuti ieri dall’assessore regionale alle Attività Produttive, sono a Capri al 34esimo Convegno di Confindustria Giovani

Non c’è nulla di più legale che salvare 420 lavoratori e l’indotto. Andremo avanti fino alla fine mettendo in campo tutte le iniziative possibili, che non si fermeranno soltanto a Napoli, per difendere lo stabilimento di via Argine. Stabilimento che è proprietà della Whirlpool ma che appartiene anche ai lavoratori e a chi lo ha finanziato”.

Con la dichiarazione di Rosario Rappa, Fiom, si conclude il corteo che da piazza Municipio si è snodato per il centro di Napoli fino a giungere a Palazzo Santa Lucia, dove ha sede la Regione. Agli operai che ricordano le parole dedicate loro nel gennaio 2012 da Luigi La Morgia, all’epoca premiato dalla corporation come direttore del sito di via Argine, per il quale “l’azienda è fatta di persone ed i risultati li facciamo tutti noi. Il premio va al team di Napoli che non si è abbattuto mai di fronte a nulla e mai lo farà, anzi lavora ogni giorno per continuare a portare eccellenti risultati“, il segretario della Fiom di Napoli comunica, tramite nota di fine giornata, che “La Morgia stia sereno. i lavoratori non mollano: abbiamo illustrato all’assessore le motivazioni per le quali pensiamo che ci siano tutte le condizioni affinché in quello stabilimento si continuino a produrre lavatrici“.

Ad accogliere il corteo non c’era il governatore, Vincenzo De Luca, che nelle stesse ore aveva un impegno istituzionale che lo ha portato alla firma, attesa da quattro mesi, dell’intesa per l’assunzione dei 471 navigator vincitori della selezione pubblica per dare assistenza tecnica ai cittadini campani, che beneficiano del Reddito di Cittadinanza. I lavoratori di Whirlpool sono stati accolti, però, dall’assessore alle Attività Produttive, Antonio Marchiello, a cui è stato chiesto un consiglio regionale monotematico, ottenendolo.

Nella stessa giornata di ieri, le parti sociali hanno incontrato il ministro per il Sud e la Coesione Sociale, Giuseppe Provenzano in merito al “Piano del Mezzogiorno” per il quale si è chiesto il rispetto e l’applicazione della clausola sul 34% degli investimenti pubblici. Mentre il ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, intervistato dalla giornalista di Sky, Sarah Varetto, si sbilancia sull’impegno del governo che sta studiando tramite Invitalia il modo perché la fabbrica continui a produrre con o senza Whirlpool, sebbene affermi sia scorretto il comportamento della multinazionale verso il secondo Paese europeo per manifattura e la settima potenza economica al mondo.

Intervenendo all’inaugurazione del progetto la “Casa Glo”, su un bene confiscato alla camorra presso il “Centro sociale polivalente La Gloriette”, nella giornata di ieri il sindaco, Luigi De Magistris, è tornato sulla questione chiedendo che la compattezza di questi giorni dei tanti gruppi che solidarizzano con gli operai in presidio, serva a rendere più ferma la voce dell’esecutivo nei confronti di Whirlpool. Col passare delle ore sembra sfumata la sua ipotesi di fare della fabbrica di via Argine “un centro tutto italiano di produzione collettiva di lavatrici“. Sono sorti sin da subito dubbi sulla sostenibilità dell’idea, che avrebbe comunque bisogno del consenso della multinazionale americana a cedere il sito napoletano a un gruppo o cooperativa che faccia un prodotto concorrenziale, come dimostra la presunta clausola nell’accordo fatto con Prs, la start up svizzera che sarebbe dovuta subentrare a Whirlpool, circa la possibilità per la corporation americana di poter acquisire nuovamente la fabbrica, qualora il piano fosse fallito.

Oggi, una delegazione di lavoratori ha lasciato il presidio di via Argine per raggiungere Capri, dove oggi e domani è in programma il trentaquattresimo Convegno dei Giovani industriali di Confindustria, “#Campioni“. “Chiediamo uno sforzo ed una spinta corale sulla nostra vertenza, oltre che per difendere lo sviluppo del Sud e le sue eccellenze industriale. Se non si possono fabbricare produzioni di eccellenza, come sostiene l’azienda, in Italia non si potrà produrre niente più“. Spiega, così, Vincenzo Accurso, uno dei lavoratori Whirlpool, la loro richiesta al mondo dell’imprenditoria.

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