Nonostante il settore agricolo – indispensabile per l’approvvigionamento della popolazione – non abbia conosciuto pause durane il lockdown, molte aziende versano in una crisi profonda. Pertanto, la Regione Campania ha varato misure tampone a sostegno del comparto, contenute nel cosiddetto piano socio-economico. Una platea di circa 30mila attività infatti, “riceverà un contributo una tantum a fondo perduto da 1.500 euro fino a 2.000 euro entro il mese di giugno. Per un totale di 45 milioni di euro” ha dichiarato l’onorevole Erasmo Mortaruolo, Consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Agricoltura della Campania. La fonte dei finanziamenti, come reso noto dalla stessa Regione, è l’FSC Campania 2014-2020 acronimo di Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, lo strumento finanziario principale attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale. “Per accedere al contributo bisognerà presentare un’apposita istanza alla Direzione Generale Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Campania per il tramite dei Centri di Assistenza Agricola (CAA) che detengono il fascicolo aziendale del richiedente” spiega ancora Mortaruolo, che conclude con una battuta sulla ripresa – “siamo consapevoli, sarà lenta e difficile“.

In effetti, stando ai dati forniti da Coldiretti, l’emergenza Covid-19 avrebbe causato la perdita di “quasi 500 milioni, cioè il 10% del fatturato annuo della filiera agro-alimentare campana, che è di 4,5 miliardi. Napoli e provincia fatturano 1 miliardo all’anno. Per 2 mesi di stop i mancati introiti in città superano i 100 milioni“. Una crisi acuita anche dalla mancanza di mano d’opera, tema politico caldissimo a livello nazionale, con la maggioranza divisa sulla regolarizzazione dei braccianti, per lo più stranieri senza permesso di soggiorno. Ancora stime di Coldiretti in merito, dimostrano che la Campania abbisogna di 30mila lavoratori per evitare che i raccolti marciscano, provocando ingenti perdite economiche oltre allo spreco di cibo. In media, delle 400mila tonnellate di frutta e verdura prodotte ogni mese, se ne perdono circa 80mila.

Tuttavia, sembra che l’epidemia abbia soltanto peggiorato – e accelerato – i moti di una crisi di settore che affonda le radici negli anni precedenti. Sulla base dati Unioncamere-InfoCamere (Movimprese), risulta infatti che tra il 2010 e il 2019, il calo delle attività agricole presenti sul territorio campano si aggira intorno al -16,8%; rispetto al 2018 invece, si registra un -2,5%. Sovraindebitamento e insolvenza, i motivi principali.