Ieri il presidente della commissione antimafia Nicola Morra, ha comunicato che sono 9 i candidati ‘impresentabili’ alle prossime regionali in Campania. Questo l’esito dell’attesa seduta al termine della quale sono stati diffusi i nomi dei candidati. “Lo Stato è vigile, ma la politica deve fare di più per garantire ai cittadini una degna rappresentanza” ha detto Morra.

 
Cinque sono schierati con il governatore Pd Vincenzo De Luca e alcuni risultano imputati per reati anche gravissimi come l’associazione mafiosa o il riciclaggio; in quattro corrono invece per lo schieramento di Stefano Caldoro di Fi. “La nostra funzione di controllo sulle liste – ha poi aggiunto Morra –  riguarda sia la disciplina recata dal decreto legislativo numero 235 del 2012, ovvero la legge Severino, che il codice di autoregolamentazione cui la stessa normativa deve rinviare“.

In particolare i candidati da indicare con uno stop tra coloro che aspirano alla carica di consigliere per Palazzo Santa Lucia a Napoli sono: Carlo Iannace (“De Luca Presidente”, per Vincenzo De Luca Presidente),  sospeso nel 2016 dalla carica di consigliere regionale, per via della condanna alla pena di anni sei di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per peculato. Sabino Basso (“Campania libera- De Luca Presidente”, per Vincenzo De Luca Presidente), imputato di riciclaggio, processo in corso davanti al Tribunale di Avellino; Aureliano Iovine (“Liberaldemocratici Campania popolare moderati con De Luca”, per Vincenzo De Luca Presidente)imputato di vari e gravi reati, tra cui l’associazione per delinquere di stampo mafioso,  rinviato a giudizio, e il cui dibattimento è in corso davanti al Tribunale di Napoli. Un caso, quest’ultimo, per i quali gli avvocati fanno però sapere che la “situazione sarebbe sanata”.  Michele Langella (“Campania in Europa”, per Vincenzo De Luca Presidente)imputato di riciclaggio, processo in corso al Tribunale di Torre Annunziata; Francesco Plaitano (“Partito Repubblicano Italiano”, per Vincenzo De Luca Presidente)già segnalato nel 2015 dalla Commissione antimafia della XVII Legislatura per violazione del codice di autoregolamentazione per la stessa condanna per estorsione, tuttora pendente, l’impugnazione è stata fissata per il 22 settembre 2020.
 
Nella compagine di centodestra, Orsola De Stefano (“Lega SalviniCampania”, per Stefano Caldoro Presidente), imputata di concussione, con processo in corso  al Tribunale di Avellino; Maria Grazia Di Scala (“Forza Italia Berlusconi con Caldoro”, per Stefano CaldoroPresidente), imputata anch’ella di concussione, con processo dinanzi ai giudici di Napoli; Monica Paolino  (“Forza Italia Berlusconi con Caldoro”, per Stefano Caldoro Presidente)imputata di scambio elettorale politico-mafioso, moglie dell’allora sindaco di Scafati Pasquale Aliberti, anch’egli a giudizio per analoghi reati, e il dibattimento è in corso davanti al Tribunale di Nocera Inferiore.  Francesco Silvestro (“Forza Italia Berlusconi con Caldoro”, per Stefano CaldoroPresidente)imputato di concussione, processo che va avanti al Tribunale di Napoli.  

Riguardo il governatore campano, infine, Morra spiega: “Il presidente Vincenzo De Luca risulta ad oggi presentabile per quanto consta dal lavoro analitico effettuato sia dalla direzione nazionale sia dalla commissione parlamentare d’inchiesta Antimafia”.