‘’La modernizzazione del paese inizia da qui. Oggi siamo di fronte a cittadini italiani che in maggioranza hanno detto si alla nostra proposta di taglio dei Parlamentari: questa è una vittoria del popolo, quel popolo che ho incontrato nelle piazze e che non ci ha fatto perdere la speranza di vincere questo Referendum. Sono molto soddisfatto e ringrazio tutti coloro i quali hanno lavorato a questo risultato, innanzitutto Vito Crimi’’ ha commentato così la vittoria del Si al Referendum Luigi di Maio. E proprio il Movimento 5 Stelle è il gruppo politico che, di fatto, ha voluto questa legge anti ‘’casta” .  ‘’Siamo scesi nelle piazze e abbiamo raccontato i motivi del Si – ha poi aggiunto – . Molti speravano nella vittoria del No perché vedevano una sconfitta del Movimento. Ora uniamoci: riduciamo oltre al numero dei Parlamentari anche i loro stipendi. La politica deve dare una segnale di crescita e di maturità’’ ha concluso il ministro degli Esteri.

Cosa cambia quindi se vince il SI al Referendum per il taglio dei parlamentari? Il quesito è stato indetto per approvare o respingere la legge di revisione costituzionale intitolata “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”.

Va detto che non ci sarà bisogno di quorum, per la validità del Referendum, pertanto vince chi prende più consensi a prescindere dal numero dei votanti. Il testo della legge, approvato definitivamente dalla Camera l’8 ottobre 2019, prevede il taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento. In caso di vittoria del Sì, ipotesi concreta viste le percentuali delle proiezioni di voto, si passerebbe da 630 a 400 seggi alla Camera dei deputati e da 315 a 200 seggi elettivi al Senato.

Sempre con la vittoria del SI, solo la Camera dei Deputati voterà la fiducia al Governo e approverà le leggi, ma con alcune eccezioni: per le leggi costituzionali ci vorrà l’ok anche del Senato, quelle che riguardano minoranze linguistiche, referendum, trattati Ue, enti territoriali o l’elezione e la decadenza dei senatori. Alle elezioni politiche si voterà solo per la Camera mentre il Senato rappresenterà le istituzioni territoriali e sarà composto da 100 membri, 95 scelti dalle Regioni (21 devono essere sindaci) e 5 dal Presidente della Repubblica ma solo per sette anni. Non è prevista indennità aggiuntiva per i senatori (non avranno due stipendi). Resta l’immunità parlamentare. I costi legati alla macchina politica e amministrativa, poi, si ridurranno: secondo le stime il risparmio annuo sarebbe di 53 milioni alla Camera e di 29 milioni al Senato ma si tratta di un dato esiguo visto che rappresenta appena intorno allo 0,005% del debito pubblico italiano secondo Pagella Politica.