Youth

di  Paolo Sorrentino

 Il nuovo film di Paolo Sorrentino interpretato da Michael Caine, Rachel Weisz, Harvey Keitel, Paul Dano e Jane Fonda, è come tutte le pellicole del regista napoletano, criptica ed aperta a diverse interpretazioni.

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L’impronta surrealista felliniana fa sentire la sua pesante presenza.  E’ la storia di Fred e Mick, amici da lungo tempo e ora, ottantenni, stanno trascorrendo un periodo di vacanza in un hotel nelle Alpi svizzere. Fred (Michael Cain), compositore e direttore d’orchestra famoso, non ha alcuna intenzione di tornare a dirigere un’orchestra anche se a chiederglielo è la regina Elisabetta. Mick (Harvey Keitel), regista altrettanto famoso, sta invece lavorando al suo nuovo e presumibilmente ultimo film per il quale vuole come protagonista la sua vecchia amica e star internazionale Brenda Morel (Jane Fonda). La figlia di Fred, Lena (Rachel Weisz), è stata lasciata de suo marito il figlio di Mick per un’altra donna. Mick e Fred hanno una forte consapevolezza del tempo che sta passando in modo inesorabile ed il film descrive le interazioni tra questi personaggi ed i drammi che stanno vivendo.

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Mick e Fred sono due personaggi profondamente diversi: il primo, nonostante sia consapevole del passaggio del tempo, non vuole rinunciare alle emozioni e vuole viverle e vivere pienamente; il secondo, Fred, vive in uno stato di apatia emotiva da anni.  Come interpretare il film? E’ l’esistenza delle emozioni e il loro riconoscimento che ci permette di rimanere giovani? Se questo e il messaggio di questo film, con fotografia e cinematografia eccezionali, ed interpretazioni  degne degli attori che le hanno eseguite, è un messaggio abbastanza scontato. Forse, però la forza del film non è nel suo significato che cambierà a seconda della persona che lo guarda, ma nel realismo della definizione psicologica dei personaggi, e nelle magistrali interpretazioni degli attori: è cosi’ che si invecchia, alcuni sentono di meno, si chiudono al mondo esterno, altri non vogliono smettere di sentire. Forse Fred e Mick sono i simboli estremi dei due diversi modi di invecchiare. Youth rimane un film difficile da leggere, troppo complesso o forse troppo semplice…

Youth nelle sale dal 20 maggio.

Simona Caruso