Recensione della settimana: Suburra

E` tratto dal romanzo omonimo, di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, e racconta la storia di alcune vicende immaginarie accadute nella settimana che si conclude il 12 novembre 2011 con le dimissioni di Silvio Berlusconi da Presidente del Consiglio.  La narrativa del film parte,  cosi`, sette giorni prima della fine del governo Berlusconi e si immmagina che proprio allora Papa Ratzinger prenda la storica decisione di abbandonare il ruolo di pontefice. Il film è dunque incorniciato da due abbandoni di due figure maschili, due padri della societa`italiana e narra le vicende di alcuni personaggi che si intrecciano in questi ultimi giorni di legislatura.

C’è Filippo Malgradi, politico corrotto e dissipato, che passa la notte con due escort, di cui una minorenne, e si caccia in un ginepraio senza fine. C’è Sebastiano, organizzatore di feste vip abituato a fare il vaso di coccio fra vasi di ferro. C’è Numero 8, giovane boss della malavita di Ostia che sogna di trasformare il litorale romano in una Las Vegas, come Bugsy Siegel. C’è Manfredi Anacleti, capo di un clan di zingari che vorrebbe fare il salto nel crimine di serie A. E ci sono Sabrina, l’escort che fornisce la “carne fresca” a Malgradi, e Viola, la compagna tossica di Numero 8. I destini di tutti i personaggi sono destinati ad incrociarsi portando alla luce i legami che esistono da lungo tempo fra criminalità e potere politico. La regia e` di  Stefano Sollima che dopo ACAB e la serie televisiva Gomorra, crea un film di incredibile attualita` sulla malavita romana e su i suoi legami con la politica, cogliendo nel segno anche con la descrizione dei clan degli zingari, una nota dolente per la capitale.

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È un film intelligente, duro ed anche ironico, ma la trama a volte presenta delle lacune logiche con dei passaggi non molto chiari. La scelta del cast, è comunque perfetta: Pier Francesco Favino da un’incredibile interpretazione dalle mille sfaccettature, del politico corrotto, che sono evidenti già dalla prima scena. La gestione di Favino della voce, della postura, dello sguardo, che passa dalla corruzione intellettuale al puro istinto di sopravvivenza è da oscar. viene accompagnato da un eccezionale Claudio Amendola nel ruolo di Samurai, l’unico personaggio a dare l’impressione di avere del buon senso ed ad essere l’unico vero adulto della storia (il che è preoccupante visto che è un ex componente della Banda della Magliana); Elio Germano, un viscido uomo d’affari senza spina dorsale; Alessandro Borghi, il puro e potente Numero 8; Giulia Elettra Gorietti, nella parte della vulnerabile prostituta; e Greta Scarano, compagna tossicodipendente, fedele e coerente, di Numero 8. La scommessa è quanti di questi personaggi ci si può divertire ad individuare tra quelli realmente esistenti? Dopo la ‘Grande Bellezza’, questo film è in altro chiodo nel sarcofago nel quale è intrappolata Roma. I giorni della Dolce Vita e di Vacanze Romane, sono finiti da tempo. 

…E cosi` purtroppo…’ogni riferimento non è niente affatto casuale’.

Simona Caruso